
Ponte sullo Stretto, tre persone indagate per corruzione. Anche un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti
La procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall'ufficio...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: La procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall'ufficio giudiziario, l'ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all'esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato già Consigliere di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa" e un imprenditore. Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell'opera pubblica.
Per approfondire Agenzia ANSA Ponte sullo Stretto, due torri e campata da 3,3 km: tutti i numeri - Notizie - Ansa. it Costa 13,5 miliardi, alto 72 metri, 3 corsie stradali e 2 binari (ANSA) Chi sono gli indagati L'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti tra gli indagati nell'inchiesta è Tommaso Miele. È quanto emerge dagli atti dell'indagine della procura di Roma.
I dettagli
Con Miele risultano iscritti nel registro degli indagati anche Vincenzo Virgiglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria", e Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del cda della società Stretto di Messina Spa. Secondo l'accusa, Miele è indagato perché ha favorito "la società Stretto di Messina - è detto nel capo di imputazione - concretamente interessata al parere positivo della sezione di Controllo della Corte dei Conti per l'esame di legittimità della delibera Cipess n. 41/25, con cui è stato approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto con prescrizioni e raccomandazioni".
In particolare, gli inquirenti contestano al magistrato contabile di aver rivelato informazioni riservate sugli orientamenti di altri componenti della Corte dei Conti e sull'andamento della Camera di consiglio chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell'atto, nonché di aver messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale per favorire un esito positivo del controllo contabile. In cambio, sempre secondo l'impostazione accusatoria, Miele avrebbe ricevuto e accettato la promessa di utilità da parte di Virgiglio e Saccomanno. Le utilità contestate consisterebbero in raccomandazioni, partecipazioni a eventi promossi da "Accademia Calabria" e interventi presso terzi finalizzati a sostenere le aspirazioni professionali e lavorative del magistrato dopo il pensionamento.
I fatti contestati sarebbero avvenuti a Roma a partire dall'autunno del 2025.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





