72 milioni in 24 ore: record per le donazioni politiche nel Regno Unito

Due miliardari legati al mondo delle crypto hanno versato in appena 24 ore 72 milioni di sterline a Reform UK, la cifra più alta mai raccolta da un partito britannico in un colpo solo. Il caso ha riacceso lo scontro...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Due miliardari legati al mondo delle crypto hanno versato in appena 24 ore 72 milioni di sterline a Reform UK, la cifra più alta mai raccolta da un partito britannico in un colpo solo. Il caso ha riacceso lo scontro politico sulle donazioni politiche Regno Unito e sulla necessità di fissare un tetto per chi finanzia i partiti da fuori il Paese. Punti chiave Christopher Harborne e Ben Delo hanno donato 36 milioni di sterline ciascuno a Reform UK, per un totale di 72 milioni.
Le donazioni sono legali perché entrambi risultano elettori registrati nel Regno Unito, anche se vivono all’estero. Il Parlamento sta esaminando una norma per limitare a 100. 000 sterline le donazioni dall’estero.
Dinamiche di mercato
Nel secondo trimestre 2026 Reform UK ha ricevuto 5,4 milioni di sterline, di cui 4 milioni da un solo donatore. Angela Rayner chiede regole più severe; il premier Andy Burnham frena per non scontentare i sindacati. Donazione record a Reform UK Mai prima d’ora un singolo partito britannico aveva incassato una somma simile in così poco tempo.
Ben Delo ha versato 36 milioni di sterline nelle casse di Nigel Farage; poco dopo Christopher Harborne ha eguagliato la cifra, portando il totale combinato a 72 milioni di sterline. Una somma superiore a quanto tutti i partiti britannici messi insieme hanno raccolto nell’intero 2025, fermo a poco più di 69 milioni. Chi sono i due miliardari crypto Harborne, basato in Thailandia, è già il maggiore finanziatore di Reform UK e in passato ha donato anche 5 milioni di sterline personalmente a Farage, gesto che ha aperto un’indagine della Commissione per gli standard parlamentari perché non era stato dichiarato.
Delo, legato a Hong Kong e in fase di rientro nel Regno Unito, è stato graziato dall’ex presidente Donald Trump dopo una condanna negli Stati Uniti per violazione del Bank Secrecy Act, la legge antiriciclaggio americana, legata alla piattaforma di trading crypto che aveva fondato. Entrambi risultano elettori registrati nel Regno Unito, condizione che rende le loro donazioni pienamente legali nonostante la residenza all’estero. Una legge in bilico: il tetto alle donazioni dall’estero Il Parlamento sta discutendo in questi giorni una norma che fisserebbe un limite di 100.
Impatto sui mercati
000 sterline alle donazioni politiche provenienti da cittadini britannici residenti fuori dal Paese. È proprio questa prospettiva ad aver spinto i due donatori a muoversi in anticipo. Farage ha spiegato che il denaro è stato versato subito proprio per evitare che un futuro tetto imposto dal governo potesse bloccare il flusso di fondi, accelerando così la costruzione di una macchina di partito capace di competere con Conservatori e Labour.
Al momento non esistono restrizioni sulle somme che i donatori residenti nel Regno Unito possono versare ai partiti: il governo Labour ha introdotto solo il tetto per gli expat britannici, con l’intenzione di estenderlo anche a chi è rientrato di recente in patria. Le reazioni politiche: Rayner contro Burnham La ministra laburista Angela Rayner ha definito il finanziamento dei partiti una “questione aperta” e ha lanciato un messaggio diretto ai grandi patrimoni con base fuori dal Regno Unito: se non pagate le tasse qui e non vivete qui, non potete comprarvi un ingresso nella nostra democrazia solo perché siete miliardari. Secondo Rayner, la priorità è garantire che la scelta democratica resti nelle mani dei cittadini e non di chi dispone di miliardi di sterline.
Non tutto il governo, però, è sulla stessa linea. Il premier Andy Burnham ha respinto una proposta di deputati del suo stesso partito che avrebbe inasprito la legge estendendola anche alle donazioni di origine britannica, complice la resistenza dei sindacati che finanziano da sempre il Labour. Alla Camera dei Lord la questione tornerà a essere discussa nei prossimi giorni, dopo che un emendamento proposto da alcuni deputati laburisti non è nemmeno arrivato al voto ai Comuni.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





