Francia, sì del Senato alla condivisione dei dati fiscali crypto: manca l’Assemblea

Il Senato francese ha approvato il 27 ottobre 2026 il disegno di legge n. 921. Il testo apre alla condivisione dei dati fiscali sulle crypto in Francia con le autorità estere. Punti chiave Il sì del Senato non chiude...
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Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Il Senato francese ha approvato il 27 ottobre 2026 il disegno di legge n. Il testo apre alla condivisione dei dati fiscali sulle crypto in Francia con le autorità estere. Punti chiave Il sì del Senato non chiude l’iter: manca ancora il voto dell’Assemblea nazionale.
Il CARF prevede la segnalazione dell’identità degli utenti, dei totali delle operazioni e di alcuni trasferimenti in self-custody. I primi scambi CARF sono previsti nel 2027 tra 46 giurisdizioni. Il provvedimento autorizza la partecipazione al quadro internazionale di segnalazione dell’OCSE.
Dinamiche di mercato
Non introduce alcuna nuova imposta: cambia il modo in cui le autorità si scambiano le informazioni che già raccolgono. Il disegno di legge attende l’Assemblea nazionale No, l’approvazione del Senato non basta a rendere operativa la misura: serve ancora l’ok dell’Assemblea nazionale. Solo dopo quel passaggio il via libera potrà diventare definitivo.
Il testo creerebbe la base giuridica perché la Francia applichi il Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell’OCSE. In pratica, Parigi scambierebbe in automatico informazioni fiscali sulle criptovalute con le giurisdizioni che partecipano. L’approvazione in prima lettura riguarda gli accordi firmati ad Asunción, in Paraguay.
La Francia ha sottoscritto l’accordo multilaterale il 26 novembre 2024. Cosa dovrebbero segnalare le piattaforme con il CARF Le piattaforme che offrono servizi per le crypto-attività e rientrano negli obblighi di segnalazione dovrebbero comunicare l’identità degli utenti, la residenza fiscale e il codice fiscale. A questi dati si aggiungono le informazioni dettagliate sulle operazioni.
Impatto sui mercati
Il quadro copre il numero di operazioni, le quantità e i valori complessivi, suddivisi per asset e per tipo di operazione. Rientrano le conversioni tra crypto e valute tradizionali, gli scambi crypto-crypto e i trasferimenti. La segnalazione si estende anche ad alcuni trasferimenti che coinvolgono wallet in self-custody, cioè quelli in cui gli utenti custodiscono da soli le proprie private key.
Questo non dà alle agenzie fiscali un accesso diretto ai wallet. L’obbligo riguarda soltanto la comunicazione di informazioni sui trasferimenti che rientrano nelle regole, non l’accesso agli asset custoditi. Condivisione dei dati fiscali crypto in Francia: dalla raccolta alla cooperazione internazionale Il CARF punta a rafforzare la conformità fiscale tra Paesi, collegando i sistemi nazionali di segnalazione con scambi automatici di informazioni.
Le amministrazioni fiscali si scambierebbero i dati ogni anno, con un’attuazione a tappe a partire dal 2027. Per la Francia, quindi, il perimetro andrebbe oltre la raccolta interna e arriverebbe alla cooperazione con le autorità fiscali straniere. Il quadro cerca di rendere più difficile nascondere attività imponibili oltre confine, portando le informazioni sulle crypto-attività dentro i canali consolidati della cooperazione fiscale internazionale.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





