Franklin propone ETF che reinvestono i dividendi in Bitcoin: partono dal 5%

Franklin Templeton ha registrato il 22 ottobre 2026 due ETF con reinvestimento dei dividendi in Bitcoin, che trasformerebbero i dividendi azionari in esposizione a Bitcoin. Nessuno dei due fondi è ancora quotato. Punti...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Franklin Templeton ha registrato il 22 ottobre 2026 due ETF con reinvestimento dei dividendi in Bitcoin, che trasformerebbero i dividendi azionari in esposizione a Bitcoin. Nessuno dei due fondi è ancora quotato. Punti chiave I ticker proposti per il Nasdaq sono FBEQ e FIBT.
Gli indici di riferimento partono con il 95% in azioni e il 5% in Bitcoin. I dividendi aumentano il peso di Bitcoin, mentre i ribilanciamenti lo riducono. Chi investe riceve quote del fondo, non bitcoin.
Dinamiche di mercato
Gli ETF con reinvestimento dei dividendi in Bitcoin puntano al Nasdaq Il passo compiuto da Franklin è una registrazione presso l’exchange, non l’avvio delle negoziazioni. Il Form 8-A depositato il 22 ottobre elenca per il Nasdaq le quote del Franklin US Equity Bitcoin DRIP Index ETF e del Franklin US Innovation Bitcoin DRIP Index ETF. Il prospetto indica i ticker FBEQ per il fondo azionario e FIBT per quello sull’innovazione, con una data di efficacia proposta al 27 ottobre 2026.
Franklin aveva presentato i prodotti per la prima volta a giugno e in seguito ha modificato i documenti di registrazione. Come i dividendi azionari alimentano l’esposizione a Bitcoin Il meccanismo è semplice: i dividendi delle azioni in portafoglio vengono girati su Bitcoin. I due fondi seguirebbero indici VettaFi separati, che partono con il 95% in azioni USA e il 5% in investimenti legati a Bitcoin.
La regola sui dividendi è la stessa per entrambi, ma cambia l’universo azionario. Il fondo azionario replicherebbe il VettaFi US Large-Cap 500 Bitcoin DRIP Index, che sceglie tra 500 grandi società USA quotate. Quello sull’innovazione punterebbe su 100 grandi società USA, selezionate da un universo azionario del Nasdaq orientato all’innovazione.
Impatto sui mercati
Secondo le regole degli indici, i dividendi ordinari e speciali vanno a Bitcoin all’apertura del mercato del giorno lavorativo successivo alla data di stacco del dividendo. In pratica la scelta di reinvestire è incorporata nella strategia: l’azionista non deve decidere a ogni cedola. Due regole che frenano il peso di Bitcoin L’allocazione in Bitcoin non può crescere senza limiti, perché due regole la riportano indietro.
La prima è il ribilanciamento trimestrale: se il peso di Bitcoin supera il 5%, viene riportato al 4,5% e la parte restante torna in azioni. La seconda è una soglia che scatta tra una revisione e l’altra. Se l’esposizione sale oltre il 20%, le regole prevedono il ritorno al 4,5% entro la chiusura del secondo giorno lavorativo successivo allo sforamento.
Il test trimestrale e il meccanismo di soglia sono dunque due parti distinte della politica di allocazione. Il valore di Bitcoin negli indici è determinato dal Kaiko Bitcoin New York Reference Rate, calcolato alle 16 (Eastern Time). Quote del fondo, non Bitcoin nel wallet Chi investe in questi fondi non riceve bitcoin, ma quote di un ETF.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





