L’AI GPT-6 decifra in sei ore un codice di Napoleone rimasto segreto per 217 anni

Una lettera cifrata scritta per uno dei generali di Napoleone Bonaparte è rimasta indecifrata per 217 anni. Poi un ingegnere ha deciso di testarci contro un modello di AI GPT-6 per decifrare codici, e il cifrario è...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Una lettera cifrata scritta per uno dei generali di Napoleone Bonaparte è rimasta indecifrata per 217 anni. Poi un ingegnere ha deciso di testarci contro un modello di AI GPT-6 per decifrare codici, e il cifrario è caduto in poche ore. A fare l’esperimento è stato Carter Church, staff AI engineer della società di cybersecurity SentinelOne.
Church ha fornito al modello GPT-6 Astra di OpenAI una singola immagine scansionata del cifrario, insieme a un prompt che chiedeva di risolvere il messaggio. Secondo quanto riportato da Tom’s Hardware, il modello ha decifrato l’intero testo in circa sei ore. Punti chiave GPT-6 Astra ha risolto un cifrario napoleonico di 217 anni in circa sei ore partendo da una sola immagine.
Dinamiche di mercato
Il documento era rimasto senza soluzione per decenni nella lista dei cifrari storici irrisolti di Cryptiana. La lettera recuperata era un briefing militare del 1809 inviato al generale Auguste de Marmont per ordine di Napoleone. Il passaggio decifrato completa una frase lasciata incompiuta nelle memorie dello stesso Napoleone, pubblicate nel 1865.
Sei ore, un’immagine, un prompt Il racconto di Church, citato da Tom’s Hardware, presenta il risultato non tanto come un trucco crittografico, quanto come una dimostrazione di quanto lontano possa arrivare un modello generalista. “Ciò che rende impressionante questo risultato non è in realtà la decifrazione in sé, ma il fatto che Astra abbia completato l’intero flusso di lavoro multimodale in circa 6 ore partendo da una sola immagine e un solo obiettivo”, ha scritto Church. Secondo la ricostruzione di Calcalist, il documento conteneva un’unica riga in francese semplice sopra 24 righe di numeri, lettere e simboli inventati, per un totale di circa 1.
300 unità cifrate composte da 155 segni distinti. I ricercatori precedenti erano riusciti ad associare solo 33 di quei segni a valori noti, lasciando la gran parte del messaggio intatta. Il tentativo di Astra ha cambiato le cose, affrontando trascrizione e crittanalisi come un unico processo continuo e non come due compiti specialistici separati.
Impatto sui mercati
Cosa diceva davvero la lettera dell’epoca di Marmont Il testo decodificato si rivela essere un briefing militare proveniente dal quartier generale di Eugène de Beauharnais, viceré d’Italia e figliastro di Napoleone, datato marzo 1809, nel momento in cui l’Austria si muoveva verso la guerra contro la Francia. Napoleone aveva ordinato a Eugène, il 16 marzo, di inviare al generale Auguste de Marmont una lettera cifrata affidata a un “ufficiale intelligente”, che riportasse gli ordini dell’imperatore e descrivesse le posizioni delle truppe tra Baviera, Polonia, Saxonia e Italia, insieme ai movimenti delle forze russe contro l’Austria. Marmont, di stanza in Dalmazia, sull’altro lato dell’Adriatico rispetto agli eserciti principali di Napoleone, avrebbe dovuto disporre di un proprio codice militare per leggere il messaggio all’epoca; una volta smarrita quella chiave, è svanita anche ogni speranza di una decrittazione diretta.
Il passaggio recuperato completa una parte del testo mancante nella versione a stampa delle istruzioni di Napoleone, contenuta nelle sue memorie del 1865, dove una frase su Marmont si interrompe a metà con “un pugno di…”. La lettera decifrata completa l’espressione con “un assembramento di plebaglia”. Come Church ha verificato la risposta dell’AI Dietro le quinte, l’esecuzione della AI GPT-6 per decifrare codici ha funzionato dividendo la pagina scansionata in sezioni, individuando i simboli ricorrenti e applicando poi la tecnica della simulated annealing, un metodo di ricerca per tentativi su larga scala, per testare le assegnazioni di lettere e parole.
Astra ha confrontato le possibili letture in francese con i modelli di scrittura dell’epoca tratti dai testi di Alexandre Dumas, Victor Hugo e dagli stessi scritti di Marmont, segnalando separatamente i segni che rappresentavano parole intere e non singole lettere, secondo quanto riferito da Calcalist. Church ha poi ripetuto l’analisi dopo aver rimosso dal materiale di riferimento del modello tutti i contenuti legati a Napoleone e Marmont: il sistema avrebbe prodotto la stessa lettura, un controllo pensato per escludere che si trattasse semplicemente di informazioni richiamate da altre fonti e non di una decifrazione genuina del cifrario. Satoshi Tomokiyo, che gestisce il database Cryptiana dove la lettera era elencata tra i cifrari storici irrisolti da decenni, ha da allora segnato il cifrario come risolto, secondo Calcalist.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





