Sette banche britanniche completano le prime transazioni interbancarie con depositi tokenizzati nel Regno Unito

Sette tra le maggiori banche del Regno Unito hanno completato le prime transazioni interbancarie al mondo con depositi tokenizzati nel Regno Unito, secondo quanto riportato da UK Finance. L’operazione ha coinvolto mutui...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Sette tra le maggiori banche del Regno Unito hanno completato le prime transazioni interbancarie al mondo con depositi tokenizzati nel Regno Unito, secondo quanto riportato da UK Finance. L’operazione ha coinvolto mutui e pagamenti tra persone su una piattaforma condivisa. Punti chiave Barclays, HSBC, Lloyds Banking Group, Monzo, Nationwide, NatWest e Santander hanno partecipato alle prime transazioni interbancarie con depositi tokenizzati in sterline.
La piattaforma condivisa è stata costruita da Quant, fornitore di tecnologia a registro distribuito, con il supporto di EY e Linklaters. I test hanno coperto due casi d’uso: due transazioni di remortgage tra Lloyds, NatWest e Barclays, e un pagamento su un marketplace online con HSBC. Bank of England e Financial Conduct Authority stanno preparando il sistema finanziario britannico alla tokenizzazione e a orari di regolamento più lunghi.
Dinamiche di mercato
UK Finance prevede di far emettere tre obbligazioni digitali entro il primo trimestre del 2027, regolate tramite depositi tokenizzati. Le banche britanniche completano le prime transazioni interbancarie con depositi tokenizzati L’iniziativa, chiamata Great British Tokenized Deposit, è stata lanciata per verificare se rappresentazioni digitali di depositi in sterline possano muoversi tra istituti finanziari diversi. Fino a questo punto, i progetti bancari sulla tokenizzazione erano rimasti confinati ai sistemi interni di ogni singola banca, un limite che impediva le operazioni tra clienti di banche differenti.
A questo giro hanno partecipato Barclays, HSBC, Lloyds Banking Group, NatWest, Nationwide e Santander, insieme a Monzo secondo l’annuncio originale. La piattaforma tecnica è stata progettata da Quant, mentre EY e Linklaters hanno fornito supporto operativo e legale all’intero progetto. Mutui e pagamenti tra persone: i due casi d’uso testati Lloyds, NatWest e Barclays hanno eseguito due transazioni di remortgage usando depositi tokenizzati.
In parallelo, un secondo gruppo di tre banche, tra cui HSBC, ha testato un pagamento tra persone collegato a un acquisto su un marketplace online. Nel test del marketplace, i depositi programmabili hanno permesso di tenere i fondi bloccati sul conto dell’acquirente finché non venivano soddisfatte le condizioni pattuite. Il denaro veniva rilasciato al venditore solo dopo la conferma della consegna dei beni.
Impatto sui mercati
Un meccanismo simile ha governato le due operazioni di remortgage: i fondi restavano bloccati durante la procedura immobiliare e venivano rilasciati automaticamente al completamento della transazione. Jana Mackintosh, managing director per Payments e Innovation di UK Finance, ha indicato che questo tipo di depositi programmabili può ridurre i rischi di frode nelle transazioni online. Bank of England e FCA preparano il sistema finanziario alla tokenizzazione I test arrivano mentre i regolatori britannici lavorano su come far convivere le diverse forme di moneta digitale con i depositi bancari tradizionali.
Bank of England e Financial Conduct Authority vogliono sostenere i mercati tokenizzati considerando al tempo stesso le stablecoin come strumento per il regolamento istituzionale. La vice governatrice Sarah Breeden ha dichiarato in maggio che la banca centrale punta a un sistema in cui depositi tradizionali, depositi bancari tokenizzati, stablecoin regolamentate e potenzialmente una valuta digitale di banca centrale al dettaglio possano operare fianco a fianco. La politica finale della Bank of England ha eliminato i limiti proposti sulle singole disponibilità in stablecoin, sostituendoli con un tetto di emissione iniziale di 40 miliardi di sterline per ogni token sistemico.
Nel nuovo quadro, gli emittenti possono detenere fino al 70% delle riserve in titoli di Stato a breve termine, mentre il restante 30% deve essere custodito in depositi non remunerati presso la Bank of England. In precedenza erano stati proposti limiti individuali proprio perché flussi ingenti dai depositi bancari verso le stablecoin avrebbero potuto incidere sul funding e sul credito delle banche. Sedici società stanno intanto preparando servizi attraverso la sandbox regolatoria su titoli digitali gestita da Bank of England e FCA.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





