Trezor attiva la firma chiara ERC-7730 dopo l’hack Bybit da 1,5 miliardi $

Per anni, firmare una transazione crypto con un hardware wallet ha significato fidarsi a scatola chiusa: sullo schermo del dispositivo appariva solo una sequenza di caratteri esadecimali incomprensibile, mentre l’app...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Per anni, firmare una transazione crypto con un hardware wallet ha significato fidarsi a scatola chiusa: sullo schermo del dispositivo appariva solo una sequenza di caratteri esadecimali incomprensibile, mentre l’app sul computer prometteva che dietro quella stringa c’era, ad esempio, uno scambio di 2. Ora Trezor cambia le carte in tavola. Il produttore di hardware wallet ha attivato la firma chiara ERC-7730 su Trezor, una funzione che permette di leggere finalmente cosa si sta davvero approvando prima di firmare.
Punti chiave Trezor ha attivato la firma chiara basata sullo standard ERC-7730 su Safe 7, Safe 5, Safe 3 e Model T, non sul Model One. La funzione decodifica le transazioni smart contract mostrando azione, importi, token e indirizzo di destinazione in linguaggio comprensibile. Il blind signing è stato collegato a furti crypto costosi, incluso l’attacco a Bybit da 1,5 miliardi di dollari.
Dinamiche di mercato
Al lancio sono supportati protocolli come 1inch, Aave, Lido, Tether, LiFi e Hyperliquid. Lo standard è governato dall’Ethereum Foundation dopo lo sviluppo iniziale di Ledger. Trezor attiva la firma chiara ERC-7730 sui wallet Safe Trezor ha reso operativa la firma chiara sui suoi wallet della linea Safe, sfruttando lo standard ERC-7730 per tradurre i dati grezzi delle transazioni in informazioni leggibili.
La conferma è arrivata da Trezor e dall’Ethereum Foundation l’8 settembre, un passo che estende un lavoro di sicurezza avviato a maggio dalla Fondazione su altri dispositivi. Cosa significa lo standard ERC-7730 per gli hardware wallet ERC-7730 permette ai wallet di decodificare le interazioni con gli smart contract e mostrare sullo schermo l’azione reale compiuta, gli importi coinvolti, i token interessati e l’indirizzo di destinazione, invece di una stringa hash indecifrabile. In pratica, il dispositivo diventa la fonte di verità finale, non il computer a cui è collegato.
Dispositivi e protocolli Trezor supportati al lancio La funzione lavora automaticamente con Trezor Suite, WalletConnect e Trezor Connect, senza bisogno di installazioni o impostazioni da attivare manualmente: chi aggiorna firmware e software ottiene la protezione senza toccare nulla. Sul fronte hardware, sono supportati Safe 7, Safe 5, Safe 3 e Model T, mentre il Model One resta escluso. Tra i protocolli coperti al lancio figurano 1inch, Aave, Lido, Tether, LiFi e Hyperliquid, con altri annunciati in arrivo.
Impatto sui mercati
Fine del blind signing per prevenire furti crypto La firma chiara ERC-7730 su Trezor nasce per chiudere una falla nota come blind signing, cioè la firma “alla cieca” di transazioni che l’utente non può verificare davvero. È proprio questo il punto debole che ha reso possibili alcuni dei furti più gravi della storia crypto. Rischi del blind signing ed esempi di furti reali Quando il dispositivo mostra solo un hash, approvare una transazione significa fidarsi ciecamente che quanto visualizzato sul computer corrisponda a quanto verrà effettivamente eseguito.
Se la macchina è compromessa, non c’è modo di accorgersene sul device, e il rischio è firmare la perdita dei propri fondi senza saperlo. Questo gap è stato collegato dall’Ethereum Foundation ad alcuni dei furti più costosi del settore, incluso l’attacco a Bybit da 1,5 miliardi di dollari, ancora oggi il più grande hack crypto mai registrato. Come la firma chiara migliora la verifica delle transazioni Con la firma chiara attiva, un Trezor supportato scompone la transazione e la presenta in linguaggio semplice, rendendo il dispositivo l’unico punto di controllo affidabile.
Questo non elimina ogni vettore di attacco, ma toglie l’asimmetria informativa che ha reso il blind signing così pericoloso per anni, riducendo lo spazio per phishing e manipolazioni dei contratti. Governance e struttura tecnica dietro ERC-7730 Dietro la funzione c’è uno standard nato in casa Ledger e poi diventato pubblico, oggi gestito dall’Ethereum Foundation per garantirne la neutralità. Trezor ha sviluppato questa funzione in collaborazione con Ledger e con la stessa Fondazione, trasformando la firma chiara in un’infrastruttura condivisa di settore più che in una funzione proprietaria di un singolo produttore.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





