Bitcoin crolla del 45%, ma i bitcoin miners e AI guadagnano fino al 90% in Borsa

Il prezzo di Bitcoin è sceso del 45% in otto mesi, ma le azioni di diversi miner sono salite fino al 90% nello stesso periodo. Il divario racconta una storia precisa: la scommessa su bitcoin miners e AI sta ridisegnando...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Il prezzo di Bitcoin è sceso del 45% in otto mesi, ma le azioni di diversi miner sono salite fino al 90% nello stesso periodo. Il divario racconta una storia precisa: la scommessa su bitcoin miners e AI sta ridisegnando le valutazioni di un intero settore, separando chi ha spostato la potenza di calcolo verso l’intelligenza artificiale da chi è rimasto legato esclusivamente al mining tradizionale. Punti chiave I miner con contratti AI e HPC trattano a 12,3 volte l’enterprise value, contro 5,9 volte per i miner puri di Bitcoin, secondo CoinShares.
Il prezzo di Bitcoin è calato del 45% in otto mesi, comprimendo i margini dei miner e spingendo l’hashprice da 63 a circa 31,80 dollari per PH/s. L’hashrate della rete Bitcoin è sceso del 21%, da 1,14 ZH/s a 900 EH/s, per effetto della capitolazione di diversi operatori. Il settore ha già raccolto contratti AI e HPC per un valore cumulato di 70 miliardi di dollari entro il primo trimestre.
Dinamiche di mercato
Riot Platforms ha appena firmato un contratto di leasing da 20 anni con Anthropic, valutato 9,1 miliardi di dollari. Il pivot dei miner Bitcoin verso AI e HPC rivoluziona le valutazioni La riconversione verso l’intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni si è rivelata una delle scelte di allocazione del capitale più redditizie degli ultimi anni. Il motivo è semplice: mining e AI richiedono competenze quasi identiche, ovvero la capacità di garantirsi energia a basso costo per alimentare enormi data center e mantenere efficiente l’hardware riducendo al minimo i tempi di inattività.
Multipli di valutazione più alti per miner focalizzati sull’AI La divaricazione tra i due modelli di business si vede chiaramente in Borsa. TerraWulf, IREN e Cipher Digital hanno più che raddoppiato il proprio valore nell’ultimo anno, mentre MARA Holdings, rimasta indietro nella transizione verso l’AI, ha perso il 40% nello stesso arco di tempo. Secondo il report trimestrale di CoinShares, i miner con contratti HPC trattano oggi a 12,3 volte l’enterprise value, contro le 5,9 volte riconosciute ai miner puri di Bitcoin: un premio di mercato che riflette la maggiore stabilità dei ricavi legati ai contratti pluriennali con clienti del settore AI.
Contratti chiave che spingono la crescita di AI e HPC La lista dei contratti si allunga ed è diventata sempre più ricca in termini di valore. Riot Platforms ha firmato un accordo di leasing di 20 anni con Anthropic, valutato 9,1 miliardi di dollari: le sue azioni sono passate da circa 3 a 20 dollari nell’arco di quattro anni, un segnale di quanto il mercato abbia rivalutato le società con esposizione all’infrastruttura AI. A questo si aggiunge l’operazione firmata da HIVE Digital Technologies, che attraverso la sua divisione BUZZ High Performance Computing ha siglato un contratto quinquennale da 350 milioni di dollari con un cliente aziendale investment-grade non identificato.
Impatto sui mercati
L’accordo aggiunge circa 70 milioni di dollari di ricavi annualizzati e porta il fatturato annualizzato complessivo di BUZZ HPC intorno ai 180 milioni di dollari, confermando come la diversificazione verso l’AI stia diventando la norma più che l’eccezione tra i grandi operatori. L’economia del mining Bitcoin messa alla prova da crollo prezzi e hashpower Il calo del 45% del prezzo di Bitcoin in otto mesi ha eroso in modo diretto i margini di chi produce ancora esclusivamente moneta digitale, mostrando quanto sia diventata fragile l’economia mining Bitcoin senza una fonte di ricavo alternativa. Impatto del calo del prezzo di Bitcoin sui miner L’indicatore più diretto di questa pressione è l’hashprice mining Bitcoin, cioè il ricavo giornaliero atteso per ogni unità di potenza di calcolo.
A luglio dello scorso anno l’hashprice era di 63 dollari per ogni petahash al secondo (PH/s); oggi si attesta intorno ai 31,80 dollari, quasi la metà. Capitolazione dei miner e riduzione dell’hashrate di rete Un numero crescente di operatori sta spegnendo le macchine perché la produzione non è più profittevole, un fenomeno noto come capitolazione. Di conseguenza l’hashrate della rete Bitcoin è sceso a 900 EH/s da 1,14 ZH/s, un calo del 21% che rende questo uno dei ciclici più lunghi mai registrati, con un esito ancora aperto.
Prospettive di ripresa del mining Bitcoin legate al recupero del prezzo Per i miner puri esiste ancora uno scenario di rilancio, ma è condizionato a un preciso livello di prezzo: il ritorno di Bitcoin ai massimi storici. Possibili incrementi di hashprice con il rimbalzo del prezzo Bitcoin Secondo le stime di CoinShares, un recupero del prezzo di Bitcoin fino a 126. 000 dollari potrebbe riportare l’hashprice a circa 59 dollari per PH/s, un livello che migliorerebbe in modo sostanziale l’economia del settore.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





