ChatGPT per adolescenti: oltre il 70% degli utenti lo usa come amico

OpenAI apre le porte di ChatGPT per adolescenti a una fascia di utenti che finora aveva usato il chatbot senza filtri dedicati: quella dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni. La società con sede a San Francisco lancia da...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. OpenAI apre le porte di ChatGPT per adolescenti a una fascia di utenti che finora aveva usato il chatbot senza filtri dedicati: quella dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni. La società con sede a San Francisco lancia da martedì una versione pensata apposta per la prima generazione che cresce insieme all’intelligenza artificiale, un pubblico che già oggi usa ChatGPT per i compiti, per curiosità quotidiane e, sempre più spesso, come forma di compagnia digitale. Punti chiave ChatGPT per Teens è dedicato agli utenti dai 13 ai 17 anni e introduce restrizioni sui contenuti legati a suicidio, autolesionismo e chat romantiche o sessuali Il chatbot guida gli studenti a ragionare sui compiti invece di fornire risposte pronte o temi scolastici già scritti I genitori con account collegato possono impostare “ore di silenzio” e ricevere notifiche di sicurezza in situazioni ad alto rischio OpenAI non verifica l’età in modo diretto, ma stima se un utente è minorenne analizzando il tipo di domande che pone Secondo uno studio del 2025 di Common Sense Media, oltre il 70% degli adolescenti americani usa i chatbot AI come forma di compagnia OpenAI presenta ChatGPT per adolescenti con maggiori protezioni La nuova versione nasce per accompagnare i teenager verso un uso più sano dell’intelligenza artificiale, dentro un ambiente costruito su misura per la loro età.
Ann O’Leary, vice presidente delle politiche globali di OpenAI, ha spiegato che l’obiettivo è “trattare gli adolescenti da adolescenti“, trovando l’equilibrio tra non sottovalutarli e non esporli a contenuti inadatti alla loro fase di crescita. Destinato a ragazzi dai 13 ai 17 anni Il target è preciso: dai 13 ai 17 anni, una fascia che i genitori, gli educatori e gli esperti di sviluppo infantile osservano con crescente preoccupazione. I chatbot AI sono già stati associati a episodi di aiuto involontario nel copiare compiti scolastici e, in casi drammatici, a vicende legate al suicidio.
Dinamiche di mercato
Se anche gli adulti tendono ad attribuire caratteristiche umane all’AI, i cervelli degli adolescenti non hanno ancora completato il proprio sviluppo, il che li rende più esposti a questo tipo di dinamiche. Limitazioni più severe sui contenuti Le nuove protezioni per contenuti riservati agli adolescenti riguardano in particolare tre aree sensibili: suicidio, autolesionismo e conversazioni a sfondo romantico o sessuale. Non si tratta di semplici filtri generici, ma di restrizioni pensate specificamente per intercettare i rischi più concreti legati all’uso giovanile dello strumento.
Controlli genitori e verifica dell’età Chi ha un account collegato a quello del figlio può gestire in prima persona alcuni aspetti dell’esperienza, ma il sistema di riconoscimento dell’età non si basa su una verifica documentale, quanto su un’analisi comportamentale delle richieste fatte al chatbot. Opzioni di controllo genitori e orari di silenzio I genitori con account collegati possono attivare delle “ore di silenzio”, fasce orarie in cui il figlio non può accedere a ChatGPT, e ricevere notifiche in situazioni limitate ma ad alto rischio, come la possibilità che un utente possa farsi del male. OpenAI ha precisato di aver aggiunto notifiche specifiche anche per i disturbi alimentari, limitando però quanto viene condiviso e concentrandosi sui momenti in cui un supporto offline può fare davvero la differenza.
Va però sottolineato un limite strutturale: per attivare i controlli genitori AI serve il doppio consenso, sia del ragazzo che del genitore o tutore, un meccanismo che potrebbe restringere l’effettiva diffusione dello strumento tra le famiglie che ne avrebbero più bisogno. Stima dell’età tramite analisi delle richieste OpenAI non chiede documenti d’identità. Utilizza invece un sistema di age assurance che stima se un utente ha meno di 18 anni osservando fattori come il tipo di domande poste.
Impatto sui mercati
Chi viene identificato, o si dichiara, minorenne finisce automaticamente nella versione per adolescenti del chatbot. È un approccio che ricorda quello adottato da Meta per gli account teen su Instagram, dotati di restrizioni più rigide su contenuti, chat e privacy rispetto agli account standard. Resta però un punto critico: un sistema basato sull’analisi algoritmica delle query non garantisce la stessa affidabilità di una verifica reale, e un utente determinato a eludere il controllo potrebbe comunque riuscirci.
Supporto allo studio e sicurezza emotiva per adolescenti Per l’aiuto compiti, OpenAI ha progettato il chatbot in modo che non fornisca risposte immediate, ma guidi lo studente a costruire da solo il proprio ragionamento. È una scelta che ha un peso strategico non banale: offrendo già una versione di ChatGPT per insegnanti, l’azienda punta a costruire ulteriori canali d’ingresso nelle scuole attraverso uno strumento pensato per lo studio piuttosto che per la scorciatoia. Aiuto compiti senza fornire risposte dirette La logica è quella dell’apprendimento attivo: il modello accompagna il ragionamento invece di sostituirlo.
Una funzione che, se ben calibrata, potrebbe ridurre le pratiche di copiatura automatica dei compiti che tanto preoccupano il mondo scolastico, anche se resta da vedere quanto in pratica il sistema riesca a resistere alle richieste più insistenti di risposte dirette. Evitare dipendenza emotiva Qui si gioca forse la parte più delicata dell’intero progetto. Il chatbot per adolescenti non può suggerire di avere sentimenti personali verso l’utente né lasciar intendere di essere consapevole o di provare emozioni.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





