Crypto nei piani pensionistici: gli americani dicono no, Washington apre le porte

Più della metà degli americani non vuole ritrovarsi le crypto nei piani pensionistici offerti dal proprio datore di lavoro. Lo dice un nuovo sondaggio nazionale del National Institute on Retirement Security, secondo cui...
Bitcoin 1 Minute
Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Più della metà degli americani non vuole ritrovarsi le crypto nei piani pensionistici offerti dal proprio datore di lavoro. Lo dice un nuovo sondaggio nazionale del National Institute on Retirement Security, secondo cui il 53% degli intervistati si opone all’idea che le aziende inseriscano le criptovalute tra le opzioni di investimento dei fondi 401(k), mentre il 77% le considera comunque rischiose se collocate dentro un piano pensionistico. Il dato arriva mentre Washington si muove nella direzione opposta, allargando lo spazio per gli asset alternativi nei risparmi previdenziali degli americani.
Punti chiave Il 53% degli americani si opone all’inserimento delle crypto nei piani pensionistici aziendali, secondo il sondaggio del National Institute on Retirement Security. Il 77% ritiene rischiosi gli investimenti in criptovalute all’interno dei fondi pensione, con il 46% che li giudica addirittura “molto rischiosi”. L’80% degli intervistati crede che gli Stati Uniti stiano affrontando una crisi pensionistica, contro il 67% del 2020.
Dinamiche di mercato
Il saldo mediano dei risparmi pensionistici della forza lavoro americana resta sotto i 1. Il Labor Department ha revocato nel 2025 le linee guida che scoraggiavano le crypto nei fondi pensione e a marzo 2026 ha proposto nuove regole sugli asset alternativi. Ampia opposizione alle crypto nei piani pensionistici americani Il rifiuto degli americani nei confronti delle crypto nei piani pensionistici non riguarda solo chi è scettico sugli asset digitali in generale: coinvolge anche una parte del pubblico che li usa o li conosce.
Secondo il National Institute on Retirement Security, il 46% dei rispondenti ha definito “molto rischioso” investire criptovalute all’interno di un fondo pensione, un giudizio che contribuisce al più ampio 77% preoccupato in qualche misura. La distanza tra chi lavora tutti i giorni con i risparmi previdenziali e chi spinge per aprire i 401(k) ad asset più volatili appare quindi netta. Risultati dei sondaggi sulla percezione del rischio e l’opposizione L’indagine, condotta da Greenwald Research tra il 24 ottobre e il 14 novembre 2025 su 1.
203 residenti statunitensi di almeno 25 anni e ponderata per età, genere e reddito, mostra un pubblico diviso ma prevalentemente cauto. Oltre alla contrarietà sui piani pensionistici, il 61% degli intervistati si è detto preoccupato per la propria sicurezza finanziaria durante la vecchiaia. Un dato che, letto insieme al 77% di opposizione al rischio crypto, disegna un quadro in cui la fiducia nel sistema previdenziale è già fragile prima ancora di parlare di criptovalute.
Impatto sui mercati
Contesto di insicurezza pensionistica e risparmi bassi L’80% degli americani ritiene che il Paese stia vivendo una vera crisi pensionistica, in aumento rispetto al 67% registrato nel 2020. Il 68% ha dichiarato che risparmiare per la pensione è diventato più difficile, mentre il 77% ha indicato il debito come ostacolo diretto all’accumulo di risparmi. Questo scenario spiega perché il dibattito sulle crypto nei piani pensionistici non sia percepito come un tema isolato, ma come l’ennesima variabile di rischio in un sistema già sotto pressione: un’analisi separata del National Institute on Retirement Security, basata su dati dello U.
Census Bureau e pubblicata nel febbraio 2026, ha calcolato che il saldo mediano dei risparmi pensionistici della forza lavoro americana resta sotto i 1. Nello stesso studio, la Social Security fornisce circa il 52% del reddito pensionistico degli americani più anziani, mentre solo il 17% dei lavoratori ha accesso a una pensione a prestazione definita, con la maggioranza che dipende da piani a contribuzione definita come i 401(k), dove il rischio di mercato ricade sul dipendente. Il Government Accountability Office ha già segnalato, in una lettera al Congresso, che le crypto presentano una volatilità particolare e che i metodi per stimarne i rendimenti futuri restano limitati.
Evoluzioni normative federali su crypto e asset alternativi nei piani pensionistici Mentre l’opinione pubblica resta scettica, i regolatori federali stanno rimuovendo gli ostacoli che finora avevano tenuto le criptovalute fuori dai fondi pensione aziendali. È qui che si apre la frattura più interessante della vicenda: da un lato i cittadini che chiedono cautela, dall’altro un’amministrazione che allarga lo spazio per gli asset alternativi nei 401(k). Revoca delle linee guida del Labor Department e nuove proposte Nel maggio 2025 il Department of Labor ha ritirato la sua guida sulle criptovalute, che imponeva ai fiduciari dei piani pensionistici di usare “estrema cautela” prima di aggiungere crypto ai menu di investimento.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





