La crescita occupazionale USA aggiunge 165.000 posti a ottobre: disoccupazione al 4,1%

La crescita occupazionale negli USA a ottobre ha superato le attese: i datori di lavoro hanno aggiunto 165.000 posti e il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%. Punti chiave Le revisioni di agosto e settembre...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. La crescita occupazionale negli USA a ottobre ha superato le attese: i datori di lavoro hanno aggiunto 165. 000 posti e il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%. Punti chiave Le revisioni di agosto e settembre aggiungono 84.
I salari crescono del 3,1% annuo, meno dell’inflazione di settembre al 3,7%. A settembre le offerte di lavoro salgono e i licenziamenti toccano il minimo da 18 mesi. La crescita occupazionale di ottobre batte le previsioni A ottobre l’economia americana ha creato più posti di quanto gli economisti si aspettassero.
Dinamiche di mercato
Il rapporto del Bureau of Labor Statistics (BLS), diffuso il 6 novembre 2026, mostra un tasso di disoccupazione in lieve calo al 4,1%. Il BLS ha anche rivisto al rialzo le stime di agosto e settembre, aggiungendo 84. 000 posti complessivi ai dati precedenti.
Gli economisti avevano descritto un mercato del lavoro con poche assunzioni ma anche pochi licenziamenti. Un aumento oltre le previsioni e un tasso di disoccupazione a ottobre un po’ più basso indicano una certa tenuta, nonostante l’inflazione e la guerra in corso in Medio Oriente. Salari in ritardo sull’inflazione, ma più settori assumono I salari crescono, ma meno dei prezzi.
Nell’andamento dei salari USA, le retribuzioni orarie medie sono salite del 3,1% su base annua, un ritmo leggermente più veloce del mese precedente. Resta però il divario con l’inflazione: a settembre il tasso annualizzato era del 3,7%. In pratica, chi lavora guadagna di più in dollari ma fatica ancora a recuperare il potere d’acquisto.
Impatto sui mercati
Sul fronte dei settori, hanno registrato nuove assunzioni sanità, trasporti, magazzinaggio e manifattura. La spinta dell’occupazione, però, si scontra con la pressione sulla spesa delle famiglie. La benzina costa in media 1 dollaro in più al gallone rispetto a un anno fa a causa della guerra in Iran, mentre il diesel costa il 60% in più rispetto a prima del conflitto.
Il rapporto arriva dopo le elezioni di metà mandato, che hanno assicurato ai Democratici il controllo del Congresso per i prossimi due anni. I sondaggi indicavano le condizioni economiche, in particolare i prezzi di benzina e generi alimentari, tra le principali fonti di frustrazione. Prima della diffusione dei dati, Heather Long, capo economista di Navy Federal Credit Union, ha descritto così quella tensione in una dichiarazione: «Il mercato del lavoro è un buon esempio del perché le persone sono frustrate».
Meno licenziamenti e più offerte di lavoro Anche gli altri indicatori sul lavoro indicano una domanda di personale più solida. A settembre i licenziamenti sono scesi al livello più basso da 18 mesi, secondo il BLS. La società di outplacement Challenger, Gray & Christmas ha contato a ottobre poco meno di 44.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





