Tether frena su MiCA: la regolamentazione stablecoin in UE chiede il 60% in depositi

Tether ha rifiutato di richiedere la licenza MiCA prevista dalla regolamentazione stablecoin in UE, per una regola sulle riserve giudicata troppo restrittiva dal CEO Paolo Ardoino. Punti chiave Tether ha rifiutato la...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Tether ha rifiutato di richiedere la licenza MiCA prevista dalla regolamentazione stablecoin in UE, per una regola sulle riserve giudicata troppo restrittiva dal CEO Paolo Ardoino. Punti chiave Tether ha rifiutato la licenza MiCA a causa della regola che impone alle stablecoin più significative di detenere almeno il 60% delle riserve in depositi bancari. La Banca Centrale Europea e le altre banche centrali dell’UE hanno proposto di eliminare questo obbligo.
La proposta cita il rischio che depositi in stablecoin volatili possano esporre le banche a prelievi improvvisi. Le banche centrali suggeriscono requisiti di liquidità basati su asset che maturano entro uno e cinque giorni lavorativi. La modifica normativa non è ancora stata adottata.
Dinamiche di mercato
Tether rinuncia alla licenza MiCA per la regola delle riserve Tether ha deciso di non presentare domanda per la licenza MiCA perché la norma attuale impone agli emittenti delle stablecoin più significative di tenere almeno il 60% delle riserve in depositi presso banche commerciali. È questa la ragione indicata direttamente dal vertice dell’azienda. La dichiarazione di Paolo Ardoino Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha detto che la società ha rifiutato di richiedere la licenza proprio per questo vincolo sulle riserve.
La regola, secondo la posizione riportata, penalizza gli emittenti costringendoli a spostare grandi quantità di riserve verso i conti bancari, invece che verso strumenti considerati più liquidi. Il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), la normativa europea sulle crypto-asset, impone agli emittenti di stablecoin di detenere riserve in depositi bancari. Per le stablecoin considerate più significative, come quelle emesse da Tether, la soglia sale al 60%.
BCE e banche centrali UE propongono modifiche normative La Banca Centrale Europea e le altre banche centrali dell’Eurosistema hanno proposto di eliminare l’obbligo del 60% in depositi bancari, sostituendolo con requisiti basati sulla liquidità degli asset di riserva. La proposta riguarda direttamente il futuro della regolamentazione stablecoin in UE. La proposta per eliminare la soglia del 60% La richiesta arriva dal European System of Central Banks (ESCB), il sistema che riunisce la BCE e le banche centrali nazionali dell’Unione.
Impatto sui mercati
La proposta è stata pubblicata martedì. Alla base della richiesta c’è il timore che i depositi legati alle stablecoin, per loro natura volatili, possano esporre le banche a prelievi improvvisi e su larga scala, con effetti destabilizzanti sulla liquidità degli istituti coinvolti. I nuovi requisiti di liquidità suggeriti Al posto della soglia fissa in depositi bancari, l’ESCB propone requisiti minimi di liquidità legati ad asset che maturano entro uno e cinque giorni lavorativi.
Stato e conseguenze delle modifiche proposte La proposta di riforma non è ancora stata adottata: la revisione della regolamentazione stablecoin in UE resta al momento in discussione tra le istituzioni europee. La proposta dell’ESCB riprende preoccupazioni già espresse dal settore delle stablecoin, incluso da Tether, sulla rigidità dell’attuale obbligo di riserva. Il caso mostra quanto la questione della regolamentazione stablecoin in UE resti aperta, con emittenti e banche centrali che spingono nella stessa direzione ma con esiti normativi ancora da definire.
FAQ Perché Tether ha rifiutato di richiedere la licenza MiCA nell’UE? Tether ha rifiutato perché la normativa europea impone agli emittenti di stablecoin di detenere almeno il 60% delle proprie riserve in depositi bancari commerciali. Qual è l’attuale requisito di riserva UE per le stablecoin significative secondo MiCA?
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




