Il Senato ferma la legge sui costi della rete elettrica per l’economia digitale USA

Il Senato degli Stati Uniti ha fermato il Ratepayer Protection Act: chi pagherà gli aggiornamenti della rete elettrica per l’economia digitale degli USA richiesti dai grandi data center? Il voto procedurale ha raccolto...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Il Senato degli Stati Uniti ha fermato il Ratepayer Protection Act: chi pagherà gli aggiornamenti della rete elettrica per l’economia digitale degli USA richiesti dai grandi data center? Il voto procedurale ha raccolto 57 favorevoli e 43 contrari, sotto la soglia dei 60 voti necessari per far avanzare il provvedimento. Punti chiave Il Senato ha bloccato il testo già approvato dalla Camera con 417 voti a 3.
Gli standard riguardano i centri di calcolo con un picco di consumo di almeno 100 megawatt. Spetterebbe ai singoli Stati decidere se adottarli. Sette aziende tecnologiche si sono impegnate a finanziare nuova generazione elettrica.
Dinamiche di mercato
Il quadro arriva da una colonna di opinione pubblicata da CoinDesk il 14 ottobre 2026. L’autore, Rashan Colbert, è Director of U. Policy al Crypto Council for Innovation e guida le politiche del Digital Energy Council.
Secondo Colbert, il voto segna solo la fase iniziale di un dibattito più ampio sulla regolamentazione delle infrastrutture digitali. Il voto in Senato dopo il sì quasi unanime della Camera Il testo si è fermato al Senato nonostante il passaggio alla Camera dei Rappresentanti con 417 voti a 3. Il provvedimento ha come promotori il senatore Jon Husted (repubblicano, Ohio) e i deputati Gabe Evans (repubblicano, Colorado) e Kathy Castor (democratica, Florida).
L’obiettivo è evitare che famiglie e piccole imprese paghino le infrastrutture necessarie ad alimentare i grandi data center. Colbert legge l’interesse del Congresso come una risposta ai dubbi dell’opinione pubblica su chi debba sostenere questi costi di rete. La proposta lascerebbe la decisione finale agli Stati.
Impatto sui mercati
Secondo la colonna, al Senato la discussione si è concentrata su un punto: obbligare gli Stati a valutare uno standard di recupero dei costi basta davvero o è troppo poco? Come la legge affronta i costi dell’energia dei data center Il testo chiede ai regolatori statali dei servizi pubblici, e ad alcune utility, di valutare standard che rendano i centri di calcolo qualificati responsabili dei costi aggiuntivi di generazione e di potenziamento della rete. Si parla dell’intero costo aggiuntivo necessario a servirli.
Le regole varrebbero per le strutture con un picco di domanda elettrica di almeno 100 megawatt. Non verrebbero imposte in automatico a livello nazionale. La differenza è sostanziale: una cosa è considerare uno standard, un’altra è adottarlo.
La proposta riguarda il modo in cui si ripartiscono i costi della rete mentre l’economia digitale americana cresce. Colbert sostiene che i costi debbano essere chiari prima dell’avvio dei progetti e che gli sviluppatori abbiano bisogno di aspettative solide prima di impegnare capitali. Chiede inoltre che le comunità possano mettere in discussione i progetti mentre le scelte su localizzazione e infrastrutture sono ancora modificabili.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





