OpenAI negozia 30 miliardi nel nuovo round di finanziamento, verso i 1.400 miliardi

OpenAI sta trattando con gli investitori per un nuovo round di finanziamento pre-IPO da almeno 30 miliardi di dollari, che porterebbe la valutazione dell’azienda a circa 1.400 miliardi di dollari. Lo riporta Bloomberg...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. OpenAI sta trattando con gli investitori per un nuovo round di finanziamento pre-IPO da almeno 30 miliardi di dollari, che porterebbe la valutazione dell’azienda a circa 1. 400 miliardi di dollari. Lo riporta Bloomberg in un articolo pubblicato martedì, citando persone informate sui fatti.
La trattativa segna un altro salto di valutazione per la società che ha creato ChatGPT, arrivato pochi mesi dopo l’ultimo round privato. E arriva mentre OpenAI allontana ulteriormente la sua tanto attesa quotazione in borsa. Punti chiave OpenAI starebbe negoziando un round di finanziamento pre-IPO da almeno 30 miliardi di dollari a una valutazione intorno a 1.
Dinamiche di mercato
400 miliardi, secondo Bloomberg. Nel marzo scorso OpenAI aveva raccolto 122 miliardi di dollari a una valutazione di 852 miliardi, round che in origine doveva essere l’ultimo prima della quotazione. Il CEO Sam Altman ha escluso un debutto pubblico nel 2026, affermando che OpenAI deve prima dare priorità alla sicurezza dell’intelligenza artificiale.
I ricavi ricorrenti di OpenAI sono cresciuti del 70% da luglio, arrivando a 40 miliardi di dollari ad agosto, secondo Bloomberg e . OpenAI negozia 30 miliardi di dollari per una valutazione da 1. 400 miliardi Il nuovo round di finanziamento di OpenAI si collocherebbe ai vertici assoluti di quanto raccolto finora da un’azienda tech privata.
I numeri, da soli, raccontano quanto velocemente si stia surriscaldando la corsa all’intelligenza artificiale: secondo Bloomberg, la società punta ad almeno 30 miliardi di dollari da investitori disposti a scommettere su una valutazione vicina ai 1. Il precedente round di marzo e la corsa alla valutazione Non è la prima raccolta miliardaria dell’anno per OpenAI. A marzo l’azienda aveva chiuso un round da 122 miliardi di dollari a una valutazione di 852 miliardi.
Impatto sui mercati
Allora si pensava che sarebbe stata l’ultima raccolta privata prima dello sbarco sui mercati pubblici. Invece, meno di sei mesi dopo, OpenAI è di nuovo al tavolo delle trattative a chiedere decine di miliardi in più: un segnale che i costi per costruire e gestire sistemi di intelligenza artificiale all’avanguardia continuano a superare persino le aspettative più recenti. Gli investitori, secondo Bloomberg, restano interessati a ottenere un’esposizione a OpenAI prima del suo attesissimo debutto sui mercati pubblici.
Questo appetito resta forte anche se l’azienda non ha confermato una data precisa per la IPO, e anche se il nuovo capitale arriverebbe sopra una raccolta precedente già enorme. L’entusiasmo per una quota pre-IPO a una valutazione superiore ai mille miliardi dice molto su quanto i mercati stiano puntando sulla traiettoria di crescita di OpenAI, più che sui parametri di profittabilità a breve termine. La IPO rinviata: Sam Altman punta sulla sicurezza dell’IA La quotazione in borsa di OpenAI, un tempo attesa già entro quest’anno, non segue più quella tabella di marcia.
Il CEO Sam Altman ha escluso un debutto pubblico nel 2026, spiegando che l’azienda vuole mettere la sicurezza al primo posto prima di affrontare la pressione e il controllo che arrivano con lo status di società quotata. Il rischio esistenziale secondo Altman Altman è stato diretto sul motivo del ritardo. “Penso che sia inaccettabile correre un rischio del 10% di uccidere tutti entro la fine del decennio”, ha dichiarato a Fortune, rispondendo agli avvertimenti di ricercatori sulla sicurezza riguardo ai rischi esistenziali legati ai sistemi di intelligenza artificiale avanzati.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





