
Aggiornamento XRP Ledger: non basta l’89% dei validator se il voto resta fermo
Il 15 giugno, l’XRP Ledger ha rilasciato la versione 3.2.0 del proprio software server, pensata per ridurre i costi operativi e migliorare la stabilità della rete, specialmente per gli utenti istituzionali. A tre...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Il 15 giugno, l’XRP Ledger ha rilasciato la versione 3. 0 del proprio software server, pensata per ridurre i costi operativi e migliorare la stabilità della rete, specialmente per gli utenti istituzionali. A tre settimane dal lancio, l’aggiornamento XRP Ledger ha convinto la grande maggioranza dei validator più importanti, ma il quadro complessivo racconta una storia più articolata — e con una variabile ancora irrisolta.
Punti chiave Il software v3. 0 è stato rilasciato il 15 giugno; attualmente circa il 43% dei nodi attivi lo esegue, contro il 51% ancora sulla v3. 31 dei 35 validator della Unique Node List hanno già aggiornato, pari all’89%, superando la soglia dell’80% richiesta per l’attivazione.
Dinamiche di mercato
L’emendamento fixCleanup3_2_0, che raccoglie correzioni di sicurezza e miglioramenti per le funzionalità più recenti, è ancora in fase di votazione e resta nettamente indietro rispetto all’adozione del software. Ripple ha già votato a favore dell’emendamento. I validator che non completano l’upgrade prima dell’attivazione dell’emendamento rischiano di finire in uno stato di amendment-blocked, venendo di fatto esclusi dalla rete.
0: adozione rapida tra i validator, più lenta tra i nodi Guardando ai numeri grezzi, sembrerebbe che l’aggiornamento fatichi a decollare. Sui circa 833 nodi attivi dell’XRP Ledger — le macchine che archiviano e trasmettono il registro — solo il 43% esegue già la v3. 0, mentre il 51% rimane ancora ancorato alla vecchia v3.
3, secondo i dati di XRPSCAN. Una distribuzione che, a prima vista, potrebbe allarmare. Ma la metrica che conta davvero è un’altra.
Impatto sui mercati
L’XRP Ledger non funziona come una blockchain a proof-of-work dove ogni nodo ha peso uguale. Il cuore del consenso risiede nella Unique Node List (UNL), un insieme selezionato di validator di fiducia. Per attivare una nuova versione del software o un emendamento, è necessario che oltre l’80% dei validator della UNL sostenga la modifica per due settimane consecutive.
Non i nodi generici, ma quei 35 validator specifici. Ebbene, 31 dei 35 validator della UNL predefinita hanno già migrato alla v3. 0, raggiungendo l’89% — abbondantemente sopra la soglia critica.
In questo senso, la rete ha già superato il punto di non ritorno tecnico per l’upgrade del software. Il ritardo tra i nodi ordinari è reale, ma non blocca l’avanzamento del protocollo. L’emendamento fixCleanup3_2_0 e il ritardo nella votazione Qui la situazione si fa più delicata.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




