
Bitcoin: prezzo in risalita grazie alle dichiarazioni di Trump
Nel corso del weekend il prezzo di Bitcoin ha fatto registrare un leggero rimbalzo. È molto probabile che tale rimbalzo sia stato innescato da alcune dichiarazioni di Trump in merito all’evoluzione della...
Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Nel corso del weekend il prezzo di Bitcoin ha fatto registrare un leggero rimbalzo. È molto probabile che tale rimbalzo sia stato innescato da alcune dichiarazioni di Trump in merito all’evoluzione della situazione in Iran. A dire il vero per ora il rimbalzo è talmente minuscolo da essere sostanzialmente ancora quasi irrilevante, ma è possibile che continui nel corso della giornata, o forse anche nei prossimi giorni, tanto da poter anche diventare rilevante prima o poi.
Il rimbalzino del prezzo di Bitcoin A partire dall’11 maggio il prezzo di Bitcoin aveva iniziato a scendere. In poco meno di due settimane è sceso da più di 82. 000$ a poco più di 74.
Dinamiche di mercato
000$, anche a causa dell’evolversi della situazione macro. In particolare hanno pesato le questioni geopolitiche legate alla guerra in Iran, con ad esempio il prezzo del petrolio WTI che era salito da meno di 90$ al barile a più di 109$. Tuttavia a partire da giovedì scorso il prezzo del petrolio ha iniziato a scendere, tanto che oggi è tornato sotto i 95$.
Tale risalita del prezzo del petrolio delle scorse settimane aveva preceduto la discesa del prezzo di Bitcoin di qualche giorno, e forse anche la recente discesa del prezzo del petrolio potrebbe aver preceduto di qualche giorno la risalita del prezzo di Bitcoin. Infatti già sabato, a borse chiuse, BTC si era riportato sopra i 77. 000$ per un breve momento, e tra ieri ed oggi la salita sopra questa soglia psicologica si è consolidata.
Le dichiarazioni di Trump Il problema di fondo è sempre la chiusura dello stretto di Hormuz, che sta generando una riduzione dell’offerta di petrolio con conseguente aumento del suo prezzo. Ad inizio maggio si pensava che lo stretto potesse riaprire, ma in seguito è arrivata una nuova doccia fredda a causa del fatto che i colloqui di pace tra USA e Iran non stavano portando ad alcun accordo concreto. Ieri però Donald Trump ha scritto su Truth i negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo.
Impatto sui mercati
Ha anche scritto che il blocco dello Stretto di Hormuz rimarrà pienamente in vigore finché non sarà raggiunto e firmato un accordo, ma dato che sabato aveva dichiarato che l’accordo era già “ampiamente negoziato”, con la riapertura dello Stretto di Hormuz come elemento chiave, i mercati hanno reagito bene. La reazione dei mercati Ieri e l’altro ieri le borse erano chiuse, ma i mercati crypto come al solito erano aperti. E così già sabato è iniziato il piccolo rimbalzo di Bitcoin, e di fatto è continuato ieri in attesa della riapertura delle borse tradizionali.
Oggi il prezzo del petrolio ha esordito con un -5% iniziale, seguito però al -7% delle tre sessioni di borsa precedenti. Le due reazioni in realtà vanno di pari passo, anche se in direzione opposta, con la differenza però che quella di Bitcoin è arrivata prima. Da notare che l’andamento del prezzo di Bitcoin in realtà è all’interno di un canale ascendente fin dal 30 marzo, quando valeva meno di 66.
Solo il picco minimo toccato tra venerdì e sabato è stato registrato sotto la linea inferiore del canale ascendente, ma probabilmente quella è stata una vera e propria anomalia. L’anomalia di Bitcoin Fino a mercoledì scorso, 20 maggio, l’andamento del prezzo di Bitcoin sul breve periodo stava seguendo una parabola analoga a quella degli altri asset growth. Quel giorno però vi fu un rimbalzo relativamente significativo dei prezzi medi degli asset growth, mentre il rimbalzo del prezzo di Bitcoin fu minimo.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




