
Cantiere campo largo, appello di Guerini al Pd: “Coinvolgere il centro”
Leggi in app Cantiere campo largo, appello di Guerini al Pd: “Coinvolgere il centro” di Serena Riformato L’ex ministro della Difesa: “Arrivare a una alleanza ampia sul programma”. M5S e Avs: “Da noi non c’è nessun veto”...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Cantiere campo largo, appello di Guerini al Pd: “Coinvolgere il centro” di Serena Riformato L’ex ministro della Difesa: “Arrivare a una alleanza ampia sul programma”. M5S e Avs: “Da noi non c’è nessun veto” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 18 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura A taccuini chiusi, nell’area riformista Pd i più duri ribattezzano la foto di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni all’osteria Costanza «l’istantanea di un campo stretto». È la stoccata di chi non ha gradito l’assenza nell’inquadratura di Matteo Renzi, temendo che voglia dire lasciare indietro le istanze dei centristi.
L’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini, leader della minoranza interna, invece predica calma e gesso: «È un processo politico complesso, l’importante è che la prospettiva sia arrivare a un’alleanza larga, seppure gradualmente», dice a Repubblica. Purché venga rispettato un appuntamento: «La definizione del programma non può prescindere dal confronto tra tutti i soggetti che comporranno la coalizione». Come a dire: conta che le sensibilità più moderate siano incluse non in un selfie, ma quando si scriverà una proposta strutturata per il Paese.
I dettagli
E infatti all’indomani dello scatto – nato per mandare il messaggio “lavori in corso” – i quattro commensali si premurano in tutti modi di chiarire che il recinto dell’alleanza è tutt’altro che chiuso. Schlein martedì ha chiamato sia Renzi che Magi. E dal Nazareno, non a caso anche ieri facevano notare che «Pd, Avs e M5s già governano nelle regioni con Italia viva».
Tradotto: le basi della collaborazione politica sono più che solide. Per formalizzarla manca un passaggio, lo spiega il responsabile Esteri dem Peppe Provenzano: «Ben venga l’allargamento, ma è necessario che l’area centrista prima trovi una sintesi tra i tanti attori che la animano». Da Matteo Renzi all’assessore romano Alessandro Onorato, da Ernesto Maria Ruffini a Enzo Maraio del Psi.
Concetto ribadito anche da Angelo Bonelli di Avs: «Un tavolo a nove, con tutte le formazioni di centro, è impraticabile». L’augurio è che «accanto alle forze che stanno già definendo questo percorso possa consolidarsi un’area civica e moderata». Di certo ai blocchi di partenza, garantisce il leader dei Verdi, «non c’è nessun veto».
Cosa dicono gli esperti
E così promette Conte in un’intervista all’Adnkronos: «Nessuna preclusione, ma farò di tutto perché questo progetto progressista mantenga coerenza e non si diluisca per dover accogliere di tutto e di più» rischiando di andare al governo e poi «sciogliersi». Il presidente Cinquestelle ha bisogno di andarci piano più dei suoi sodali. Il suo elettorato ha accettato l’alleanza con il Pd dopo anni di “meglio soli che mal accompagnati”.
Mostrarsi al fianco dell’ex arcinemico Renzi, ora, è un salto da fare con cautela.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





