
CATFI rug pull Corea del Sud: 6.000 acquirenti e primo processo su DEX
La CATFI rug pull Corea del Sud porta per la prima volta in tribunale un presunto rug pull avvenuto su un exchange decentralizzato. A Seul, i pubblici ministeri hanno contestato a cinque persone legate al meme coin...
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. La CATFI rug pull Corea del Sud porta per la prima volta in tribunale un presunto rug pull avvenuto su un exchange decentralizzato. A Seul, i pubblici ministeri hanno contestato a cinque persone legate al meme coin CATFI una serie di condotte che, secondo l’accusa, includono promozione ingannevole, controllo occulto dei wallet e wash trading crypto. Il caso pesa oltre il singolo token su Solana.
Finora la pressione regolatoria in Corea del Sud si era concentrata soprattutto sugli exchange centralizzati. Adesso il messaggio cambia: anche nel mondo DEX la responsabilità legale resta, e la legge anti truffa crypto in Corea del Sud entra in una fase più aggressiva. Secondo i procuratori, la vicenda avrebbe coinvolto migliaia di acquirenti in poche ore, con una corsa speculativa finita in perdite pesanti per gli investitori.
Dinamiche di mercato
È questo che rende la truffa CATFI molto più di un caso isolato: per Seul è un test sulla capacità della legge di inseguire gli abusi anche nelle aree più opache del mercato on-chain. La Corea del Sud apre il primo caso DEX rug pull in tribunale La procura del distretto meridionale di Seul ha incriminato cinque persone collegate a CATFI. Due dei principali sospettati sono stati arrestati e rinviati a giudizio, mentre altri tre sono stati incriminati senza detenzione.
Il procedimento va avanti sotto il Virtual Asset User Protection Act. Secondo gli atti dell’accusa, si tratta del primo procedimento in Corea del Sud contro un rug pull su DEX basato su questa legge, oltre che del primo arresto legato a una contestazione di questo tipo. Il punto chiave è chiaro: la decentralizzazione della piattaforma di scambio non cancella le condotte contestabili né le possibili sanzioni.
Per i procuratori, l’enforcement crypto sudcoreano non si ferma più ai circuiti tradizionali. Chi sono gli indagati e come sarebbe nato CATFI Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, CATFI è stato lanciato su Pump. Fun all’inizio del 2025, in una fase di forte interesse per i meme coin dell’ecosistema Solana.
Impatto sui mercati
In seguito il token sarebbe stato quotato su un exchange decentralizzato, dove avrebbe attirato rapidamente volumi e attenzione. Tra i nomi indicati nell’inchiesta c’è Park, descritto come uno dei sospettati principali. I procuratori sostengono che avrebbe promosso il progetto usando il nome online “Eth Father”, presentandosi come promotore indipendente mentre, sempre secondo l’accusa dei pubblici ministeri, avrebbe avuto legami diretti con il gruppo dietro CATFI.
L’inchiesta sostiene inoltre che il gruppo gestisse gli account social del token e ne gonfiasse i follower, con l’obiettivo di costruire credibilità e attirare nuovi compratori. Qui entra in gioco anche il tema dei falsi promotori e advertising, uno degli elementi che la procura considera centrali nel caso. Come funzionava, secondo l’accusa, il presunto schema I procuratori parlano di tre elementi chiave: false promotion, wallet spreading e wash trading.
In altre parole, una combinazione di promozione ingannevole, frammentazione del controllo dei wallet e manipolazione dei volumi sul mercato. Secondo la ricostruzione accusatoria, il gruppo avrebbe diffuso messaggi positivi sul progetto e aggiornamenti favorevoli per alimentare l’interesse intorno al token. Allo stesso tempo avrebbe nascosto il controllo dell’offerta attraverso diversi wallet, così da rendere meno visibile la concentrazione reale dei token.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




