
Causa legale Binance UK da £150 milioni: aprirà un precedente in Europa?
Quasi 1.700 investitori britannici hanno trascinato Binance davanti all’Alta Corte di Londra. La causa legale contro Binance nel Regno Unito, depositata il 29 giugno 2026 dallo studio legale KP Law, punta dritta al...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. 700 investitori britannici hanno trascinato Binance davanti all’Alta Corte di Londra. La causa legale contro Binance nel Regno Unito, depositata il 29 giugno 2026 dallo studio legale KP Law, punta dritta al cuore dell’exchange: sette anni di derivati crypto venduti a retail trader senza alcuna autorizzazione regolamentare. E la cifra in gioco supera i 150 milioni di sterline.
Punti chiave Quasi 1. 700 investitori UK hanno presentato un’azione collettiva contro Binance, il fondatore Changpeng “CZ” Zhao e Nest Exchange presso l’Alta Corte di Londra il 29 giugno 2026. Le accuse riguardano la vendita e promozione non autorizzata di derivati crypto — leveraged token, futures, opzioni e margin trading — a consumatori britannici a partire dal 13 settembre 2019.
Dinamiche di mercato
I ricorrenti chiedono il recupero dei capitali versati, il risarcimento delle perdite e interessi; il totale perseguito supererebbe i £150 milioni secondo KP Law. Le violazioni contestate riguardano il UK Financial Services and Markets Act, sia sul fronte dell’attività regolamentata non autorizzata sia su quello delle promozioni finanziarie. Binance ha dichiarato di volersi difendere in sede legale, sottolineando la propria priorità alla conformità normativa nel mercato britannico.
Causa collettiva contro Binance e fondatore nel Regno Unito Il fascicolo è stato depositato da KP Law per conto di 1. 692 ricorrenti, con Tomas Sutas come capofila. Oltre a Binance e a CZ, l’azione coinvolge Nest Exchange, società con sede ad Abu Dhabi, e Binance Holdings.
Un quarto convenuto, indicato nei documenti come “Persons Unknown”, copre altri soggetti che avrebbero operato la piattaforma di trading. CZ e Binance Holdings sono citati come complici, ritenuti corresponsabili per aver agito in concerto con chi gestiva l’exchange. La data di riferimento è il 13 settembre 2019: da quel giorno, secondo l’atto di citazione, i convenuti avrebbero promosso e venduto prodotti derivati a consumatori nel Regno Unito senza mai ottenere le necessarie autorizzazioni dalle autorità finanziarie britanniche.
Impatto sui mercati
Accuse di vendita non autorizzata di derivati crypto Al centro del contenzioso ci sono quattro categorie di prodotti: leveraged token, futures su criptovalute, opzioni e prodotti di margin trading. Tutti strumenti ad alto rischio, accessibili sulla piattaforma Binance a utenti retail britannici per anni, secondo i ricorrenti, in assenza di qualsiasi licenza valida nel Regno Unito. Il UK Financial Services and Markets Act — la legge cardine della regolazione finanziaria britannica — vieta espressamente di svolgere attività regolamentata senza autorizzazione e di promuovere prodotti finanziari senza i necessari requisiti.
L’atto di citazione contesta entrambe le violazioni: da un lato la gestione operativa di un’attività regolamentata non autorizzata, dall’altro la promozione illegittima di quei prodotti agli utenti UK. Non si tratta di un addebito marginale. Le norme del Financial Services and Markets Act prevedono conseguenze civili significative per chi le viola, inclusa la possibilità di ottenere la restituzione delle somme pagate.
È proprio su questo che puntano i ricorrenti. Impatto finanziario e risarcimenti richiesti I documenti depositati in tribunale indicano danni richiesti “superiori a £200. 000” — la soglia minima della fascia di competenza che determina la tassa giudiziaria di £10.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




