Chiusura del layer 2 di Blast su Ethereum: crollo dai 2 miliardi ai 65 milioni

Blast ha annunciato venerdì la chiusura della sua rete layer 2 su Ethereum, dopo aver concluso che i costi di gestione della chain superano ormai i ricavi. La decisione mette fine in modo brusco a un progetto che, prima...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Blast ha annunciato venerdì la chiusura della sua rete layer 2 su Ethereum, dopo aver concluso che i costi di gestione della chain superano ormai i ricavi. La decisione mette fine in modo brusco a un progetto che, prima ancora del lancio della mainnet, aveva attirato miliardi di dollari in depositi. Punti chiave Blast chiude il suo layer 2 su Ethereum dopo aver stabilito che i costi operativi della chain non hanno più senso dal punto di vista economico.
Gli utenti devono ritirare tutti gli asset su Ethereum mainnet, incluse le somme accessibili tramite la progressive web app di Blast, entro il 26 ottobre usando l’interfaccia standard. Dopo il 26 ottobre il recupero degli asset resta possibile, ma richiede un’interazione diretta con i contratti bridge di Blast su Ethereum. Blast aveva raccolto oltre 2 miliardi di dollari in depositi prima del lancio della mainnet nel febbraio 2024, ma oggi il valore totale bloccato si aggira sui 65 milioni di dollari.
Dinamiche di mercato
La capitalizzazione del token BLAST è scesa a circa 30 milioni di dollari, circa il 98% sotto il massimo storico di giugno 2024. Blast chiude il layer 2 su Ethereum per insostenibilità economica La chiusura di Blast Ethereum Layer 2 si riduce a un problema di numeri: far funzionare la chain costava più di quanto rendesse. «Abbiamo lanciato Blast con l’obiettivo di costruire una chain autosufficiente per utenti e sviluppatori», ha scritto il team nel suo annuncio.
«Purtroppo, l’economia della gestione della chain non ha più senso». L’ammissione pesa, considerando come era partito il progetto. Blast è stata fondata da Tieshun Roquerre, creatore di Blur e noto come Pacman, e aveva introdotto come proposta centrale il rendimento nativo su ether e stablecoin.
All’inizio l’idea aveva funzionato in modo sorprendente: Blast aveva raccolto oltre 2 miliardi di dollari in depositi ancora prima che la mainnet entrasse ufficialmente in funzione, nel febbraio 2024. Dai 2 miliardi di dollari di depositi al collasso del token Pochi progetti layer 2 su Ethereum erano entrati sul mercato con quel tipo di slancio pre-lancio. Il rendimento integrato su ether e stablecoin aveva dato a Blast un vantaggio che le chain concorrenti faticavano a replicare, almeno nei primi mesi.
Impatto sui mercati
Trasformare quell’ondata iniziale di capitale in un modello di business duraturo si è però rivelata una sfida completamente diversa, e la stessa dichiarazione del team lascia intendere che il divario tra ricavi e costi operativi non si sia mai chiuso. I numeri raccontano il resto della storia. Blast oggi conta circa 65 milioni di dollari di valore totale bloccato, un crollo netto rispetto ai 2 miliardi che aveva un tempo in gestione.
Va anche peggio al token BLAST, la cui capitalizzazione di mercato si attesta ora intorno ai 30 milioni di dollari, circa il 98% sotto il massimo storico toccato a giugno 2024, secondo dati DefiLlama citati da The Block. La chiusura di questo layer 2 di Ethereum conferma di fatto ciò che il grafico del token segnalava da mesi: la fiducia nella sostenibilità a lungo termine della chain si era già erosa ben prima dell’annuncio ufficiale. Come ritirare i fondi su Ethereum mainnet prima del 26 ottobre Chi ha fondi su Blast deve agire prima della fine del mese.
La rete ha chiesto agli utenti di ritirare ogni asset verso Ethereum mainnet, incluse le somme detenute tramite la progressive web app di Blast, fissando una scadenza precisa per completare l’operazione attraverso l’interfaccia standard. Gli utenti hanno tempo fino al 26 ottobre per completare il ritiro degli asset usando l’interfaccia normale di Blast. Si tratta di circa tre settimane e mezzo dall’annuncio della chiusura per spostare i fondi senza bisogno di soluzioni tecniche alternative.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





