Coinbase avanza nella preparazione di Bitcoin alla sicurezza post-quantistica

Coinbase, che dice di detenere circa il 5% di tutti i BTC, prepara la propria infrastruttura alla minaccia quantistica. La preparazione di Bitcoin alla sicurezza post-quantistica va oltre una crittografia più forte....
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Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Coinbase, che dice di detenere circa il 5% di tutti i BTC, prepara la propria infrastruttura alla minaccia quantistica. La preparazione di Bitcoin alla sicurezza post-quantistica va oltre una crittografia più forte. Punti chiave Un custode con circa il 5% dei BTC sta adattando i propri sistemi alla sicurezza post-quantistica.
Gli ibridi permetterebbero di spendere gli stessi fondi con una firma classica o resistente ai computer quantistici. I fondi legacy già esposti richiedono un lavoro di governance e ingegneria a parte. Il passaggio coinvolge wallet, sistemi di custodia e validazione della rete, e si annuncia come una transizione complessa lunga più anni.
Dinamiche di mercato
Va gestito anche il caso dei fondi i cui proprietari non possono muoverli. Il calcolo quantistico è una potenziale minaccia futura per la crittografia classica che protegge Bitcoin. In un post sul blog, Coinbase spiega di lavorare con sviluppatori e ricercatori di Bitcoin.
Sostiene inoltre l’ingegneria open source attraverso il Bitcoin Security Consortium. Il testo propone spunti tecnici da discutere, non una posizione definitiva. Preparazione di Bitcoin alla sicurezza post-quantistica: si parte dalle chiavi esposte Il rischio nasce dalle chiavi pubbliche già visibili sulla blockchain.
Secondo un articolo di crypto. news del 9 ottobre 2026, Michael Gutkin, Vice President of Research di Fireblocks, ha citato stime pubbliche: tra 6,7 e 7 milioni di BTC sarebbero custoditi dietro chiavi già esposte onchain. «L’esposizione dipende, in definitiva, dal fatto che la chiave pubblica sia già visibile onchain», ha detto Gutkin.
Impatto sui mercati
Gli autori di BIP 360 osservano che una chiave pubblica esposta potrebbe permettere a un computer quantistico abbastanza potente di ricavare la private key corrispondente. Distinguono gli attacchi contro chiavi visibili da tempo da quelli più rapidi, possibili nella finestra tra la transazione che rivela la chiave e la sua conferma. Gli output pay-to-public-key, i più vecchi, espongono le chiavi subito.
Gutkin spiega che gli indirizzi pay-to-public-key-hash e SegWit nativi le nascondono fino al momento della spesa. Se si ricevono altri fondi su un indirizzo già usato, però, restano dietro una chiave esposta. Le chiavi di output Taproot sono visibili fin dalla creazione.
La preparazione indicata da Coinbase non si ferma alle firme. Tra gli obiettivi indicati: proteggere i fondi esistenti e quelli appena creati; rientrare nello spazio scarso dei blocchi; mantenere la validazione indipendente dei full node; servire sia la custodia istituzionale sia i wallet ordinari. Gutkin consiglia di usare indirizzi nuovi per depositi e resto, e di monitorare in modo continuo i saldi esposti.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




