
Dal 43% al 60%: le stablecoin riscrivono le tendenze di acquisto crypto
Nel primo semestre del 2026, qualcosa si è rotto nel modo in cui le persone comprano le crypto. Non nel senso di un crollo, ma di una trasformazione silenziosa e rapida: le tendenze di acquisto crypto rilevate da...
Bitcoin 1 Minute
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Nel primo semestre del 2026, qualcosa si è rotto nel modo in cui le persone comprano le crypto. Non nel senso di un crollo, ma di una trasformazione silenziosa e rapida: le tendenze di acquisto crypto rilevate da Mercuryo mostrano che le stablecoin hanno superato la maggioranza assoluta del volume on-ramp, passando dal 43% al 60% in sei mesi. Ogni altro asset ha perso quota.
Bitcoin è sceso dal 16,1% al 12,6%, Ethereum dal 19,5% al 13,3%. Il mercato non si è fermato — si è spostato. Punti chiave Le stablecoin sono passate dal 43% al 60% del volume on-ramp tra H2 2025 e H1 2026, diventando la categoria dominante.
Dinamiche di mercato
Il 47% dei nuovi utenti ha acquistato stablecoin come prima transazione, rispetto al 33% del semestre precedente. Ethereum ha perso quota sia per volume (dal 19,5% al 13,3%) sia per numero di transazioni; Bitcoin ha tenuto meglio la frequenza d’acquisto. Il 90% degli acquisti è avvenuto da dispositivi mobili; gli utenti Android hanno fatto crescere il taglio medio degli ordini del 29%, superando iOS (+17%).
Le carte hanno gestito il 66% del volume ma solo il 42% delle transazioni; i wallet mobile hanno coperto il 50% degli acquisti ma con volumi in calo. Le stablecoin dominano l’on-ramping: cosa dicono i numeri La spiegazione più immediata è macroeconomica. Nel primo semestre 2026, la capitalizzazione totale del mercato crypto è scesa da circa 2.
080 miliardi di dollari, un calo di circa il 30%. Tensioni commerciali globali, aspettative di tagli ai tassi rinviate e rotazione del capitale verso l’azionario hanno spinto gli investitori verso asset meno volatili. Le stablecoin — principalmente USDT e USDC — hanno risposto esattamente a quella domanda.
Impatto sui mercati
Il dato più significativo non è solo la quota di volume. Anche la dimensione media degli ordini in stablecoin è cresciuta del 28%, mentre il numero di transazioni in stablecoin è salito dal 33% al 41% del totale. Tre metriche che si muovono nella stessa direzione indicano una domanda strutturale, non un rimbalzo temporaneo.
Il segnale più netto arriva però dai nuovi utenti. Nel primo semestre 2026, il 47% di chi si è avvicinato per la prima volta a Mercuryo ha scelto una stablecoin come primo acquisto, rispetto al 33% del semestre precedente. Quasi un nuovo utente su due inizia il proprio percorso crypto con un asset ancorato al dollaro.
È un cambio di paradigma rispetto all’idea — a lungo data per scontata — che Bitcoin o Ethereum fossero la porta d’ingresso naturale nell’ecosistema digitale. Per chi costruisce prodotti in ambito pagamenti o Web3, le implicazioni sono concrete: il primo contatto con l’utente non è più dominato da domande sull’esposizione al prezzo, ma da aspettative su velocità di settlement e competitività delle commissioni. L’infrastruttura stablecoin smette di essere un’opzione e diventa il cuore del prodotto.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




