
Disegno di legge crypto Russia, svolta vicina: trading legale ma ban sui pagamenti
Il disegno di legge crypto Russia entra in una fase decisiva. Il Finance Ministry e la Bank of Russia stanno preparando gli emendamenti finali a una norma che punta a dare un perimetro legale al trading di Bitcoin e...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Il disegno di legge crypto Russia entra in una fase decisiva. Il Finance Ministry e la Bank of Russia stanno preparando gli emendamenti finali a una norma che punta a dare un perimetro legale al trading di Bitcoin e stablecoins, senza aprire ai pagamenti in criptovalute nel Paese. Secondo il vice ministro delle Finanze Ivan Chebeskov, il testo rivisto dovrebbe essere pronto all’inizio della prossima settimana.
Poi il dossier passerà verso la seconda lettura alla State Duma, un passaggio che può trasformare anni di discussioni in un impianto più definito. La direzione scelta da Mosca è chiara: niente via libera pieno alle crypto, ma una convivenza regolata. In pratica, le criptovalute possono entrare nel quadro legale come asset di investimento e negoziazione, ma non come mezzo di pagamento domestico.
Dinamiche di mercato
Russia più vicina a un quadro formale per le crypto Il nuovo passaggio del disegno di legge crypto Russia nasce dal lavoro congiunto tra il Finance Ministry e la Bank of Russia, con il coinvolgimento del comitato parlamentare guidato da Anatoly Aksakov. L’obiettivo è chiudere il testo aggiornato in tempi rapidi, dopo mesi di confronti su come disciplinare le digital currencies. Il punto politico centrale è l’uscita dall’ambiguità normativa che per anni ha lasciato il settore in una zona grigia.
Una cornice più chiara può cambiare il funzionamento del mercato interno. Chi già compra o detiene crypto avrebbe un percorso più definito, con regole, supervisione e intermediari autorizzati, invece di muoversi solo tra canali informali o piattaforme estere. Trading consentito, ma resta il ban sui pagamenti crypto in Russia Il cuore della proposta è questo: Bitcoin, stablecoins e altri crypto assets non diventerebbero strumenti di pagamento legali all’interno della Russia.
Resta quindi in piedi il ban pagamenti crypto in Russia, insieme al divieto pagamenti in criptovalute Russia. La linea resta rigida sul fronte dei consumi quotidiani. Le criptovalute potrebbero essere comprate e vendute, ma non usate per pagare beni e servizi nel Paese.
Impatto sui mercati
Il rublo rimane l’unica unità di pagamento domestica riconosciuta. Allo stesso tempo, la proposta di normativa cripto russa porta questi asset dentro un quadro regolato di investimento e trading. Non più un vuoto normativo totale, ma un sistema controllato in cui le crypto vengono trattate come strumenti ammessi alla negoziazione sotto sorveglianza.
È uno degli aspetti più rilevanti del disegno di legge crypto Russia: non legittima l’uso delle monete digitali come alternativa al rublo, però apre a un mercato formalizzato. Il compromesso riflette le due visioni emerse negli anni, con il ministero più favorevole alla legalizzazione sotto controllo e la banca centrale più orientata a limiti severi. Accesso retail sotto stretta: test obbligatorio e tetto di 300.
000 rubli La parte più sensibile per gli utenti riguarda i non-qualified investors. Secondo l’impianto proposto dalla Bank of Russia, questi investitori potrebbero acquistare solo crypto assets ad alta liquidità, e solo dopo aver superato un test. L’accesso sarebbe limitato a 300.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




