
Esperti divisi sui robot, per molti non saranno ladri di lavoro
Esperti divisi sulla possibilità che i robot umanoidi possano sostituire i lavoratori umani entro il 2050, ma sostanzialmente concordi nell'affermare che serve comunque ancora molta ricerca prima che gli automi possano...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Esperti divisi sulla possibilità che i robot umanoidi possano sostituire i lavoratori umani entro il 2050, ma sostanzialmente concordi nell'affermare che serve comunque ancora molta ricerca prima che gli automi possano raggiungere livelli di destrezza umana nella manipolazione precisa e controllata. A ripercorrere i punti chiave del dibattito, aperto nella Conferenza Internazionale Ieee/Rsj su Robot e Sistemi (Iros) del 2025, è una nuova analisi pubblicata sulla rivista Science Robotics. Il disaccordo riguarda soprattutto il ruolo che i robot umanoidi avanzati svolgeranno in futuro.
Secondo alcuni esperti i robot sono costosi e privi delle capacità sociali e della capacità di adattamento tipica degli esseri umani e dunque aumenteranno la collaborazione e la produttività piuttosto che sostituire la forza lavoro umana. Altri esperti ritengono invece che i robot siano creatori di posti di lavoro e che l'aumento dell'automazione aprirà nuove opportunità. Infine c'è chi ipotizza un futuro in cui i robot potenziati dall'intelligenza artificiale si occuperanno della maggior parte delle mansioni lavorative, consentendo agli esseri umani di dedicarsi ad attività più significative.
In un approfondimento correlato, Stefano Puntoni professore di marketing all'Università della Pennsylvania e co-direttore di Human-AI Research, riflette sui fattori psicologici che influenzeranno l'accettazione dei robot da parte dei consumatori. Secondo l'esperto gli esseri umani tendono a resistere ai dispositivi che minano il senso di identità individuale, come ad esempio, un fornaio che evitata le macchine per la panificazione, o che rimuovono il simbolismo dai servizi, come nel caso di un robot che sostituisce un tatuatore umano. "A volte - conclude - la domanda giusta da porsi non è 'possiamo automatizzare questo?
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





