
Ezio Mauro racconta i 50 anni di Repubblica. “Oggi la democrazia è sotto attacco”
Leggi in app Ezio Mauro racconta i 50 anni di Repubblica. “Oggi la democrazia è sotto attacco” di Giorgio Burreddu (eikon) Piazza Maggiore pienissima per l’incontro con l’ex direttore del giornale, che ha condotto per...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Ezio Mauro racconta i 50 anni di Repubblica. “Oggi la democrazia è sotto attacco” di Giorgio Burreddu (eikon) Piazza Maggiore pienissima per l’incontro con l’ex direttore del giornale, che ha condotto per vent’anni 14 Giugno 2026 alle 20:19 2 minuti di lettura BOLOGNA – La lunga e avvincente storia di Repubblica, di questi suoi primi 50 anni, raccontata da Ezio Mauro in una piazza Maggiore pienissima, con Simonetta Fiori. La data di nascita: 14 gennaio 1976.
Vent’anni dopo, nel 1996, al timone fu chiamato Mauro, che ha tenuto la barra dritta in un ventennio non facile. “In realtà come tutti i giornali non è un prete e non è un partito. Deve rappresentare una certa idea dell’Italia e dare gli strumenti di informazione per far sì che il lettore diventi cittadino.
I dettagli
Non per pensarla come l’editoriale del giornale, ma per avere una sua opinione”. E quando Berlusconi ha lasciato la guida del governo abbiamo pensato di fare Repubblica delle Idee”. “Cercavamo la piazza italiana.
E qui c’è un’edizione locale di Repubblica. Questa piazza rappresenta quasi didatticamente lo spiritico civico della città italiana”. 14/06/2026 Bologna Repubblica delle Idee Piazza Maggiore Rep50: il compleanno di Repubblica Con Ezio Mauro intervistato da Simonetta Fiori Foto Gianluca Perticoni / Eikon Mauro racconta come nacque il nome di Repubblica.
“Era già stato scelto in Portogallo, durante la rivoluzione dei Garofani. Una volta, mentre camminavo con mia moglie per Lisbona, in un mercato abbiamo visto un’insegna di legno con scritto Repubblica. Avrei voluto comperarmela e regalarmela”.
Cosa dicono gli esperti
Un’altra parola importante è antifascismo. La linea del giornale è laica e antifascista, c’è scritto nel documento fondativo del giornale. “La Resistenza è un moto di riscatto, una riconquista.
Il legame è inevitabile. La destra di Meloni, che non ha contribuito a scrivere la Costituzione, diventa madre di una seconda repubblica che non sarà costruita sull’antifascismo. Ma i cittadini hanno detto no”.
Secondo Scalfari il successo di Repubblica lo si deve alla sua indipendenza: “Abbiamo potuto essere un contropotere”. E Mauro racconta il senso e i grandi cambiamenti portati dal giornale: “Il vero talento di Scalfari è aver capito che il giornale non è un insieme di articoli, né una raccolta di pezzi di bella scrittura. Il giornale è una reinterpretazione della realtà.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





