
Forte calo delle perdite dovute agli exploit crypto a maggio
Durante il mese di maggio si è verificato un forte calo delle perdite dovute agli exploit crypto. Tale calo però è dovuto soprattutto al ritorno alla normalità dopo il boom di aprile, e non è da confondersi con il calo...
Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Durante il mese di maggio si è verificato un forte calo delle perdite dovute agli exploit crypto. Tale calo però è dovuto soprattutto al ritorno alla normalità dopo il boom di aprile, e non è da confondersi con il calo dei prezzi. Tuttavia rimane un dato positivo il fatto che nel cors del 2026 le perdite dovute agli exploit crypto siano decisamente contenute, con l’unica eccezione di aprile.
Il calo delle perdite a maggio I dati sono stati pubblicati da CertiK Alert su X. In tutto il mese di maggio complessivamente le perdite dovute agli exploit crypto sono state di poco superiori ai 68 milioni di dollari, e maggio è risultato essere il terzo mese del 2026 a registrare perdite sotto i 100 milioni. Invece nel solo mese di aprile erano state di diverse centinaia di milioni di dollari, ma fu un’eccezione.
Dinamiche di mercato
Tanto per farsi un’idea di quanto poco siano 68 milioni di dollari in un mese sul mercato crypto, sul solo Uniswap il volume di scambio mensile è stato di 35 miliardi di dollari, ovvero quasi 500 volte tanto. Inoltre a febbraio e marzo furono ancora meno di 68 milioni, dato che rivela come ormai le perdite dovute agli exploit crypto non sono più particolarmente rilevanti. Da notare però che il numero degli exploit è diminuito di poco rispetto ad aprile.
Anzi, escludendo il mese di aprile, sono continuamente in risalita fin da gennaio. Ad essere scese quindi sono soprattutto le perdite medie per singolo exploit, forse anche a causa del fatto che il mercato crypto sta attraversando un bear-market. Da notare però che a maggio il grosso delle perdite è stato prodotto da exploit su protocolli minori, tipo Verus, Thorchain, TrustedVolumes, Victom e Gravity Bridge, e ciò conferma ulteriormente che il settore crypto sta maturando sempre di più, soprattutto grazie ai protocolli più longevi e sicuri, come per l’appunto Uniswap citato prima.
Il calo dei prezzi Un discorso diverso, anche se in parte collegato, è quello che riguarda le perdite generate dal calo dei prezzi. Nel complesso la Total3, che misura la capitalizzazione di mercato di tutte le altcoin escluse Ethereum e le stablecoin, a maggio è salita di quasi il 4%, ma rispetto ad inizio anno il calo rimane superiore al 10%. Prendendo invece in considerazione Bitcoin, il suo prezzo a maggio è sceso di più del 3%, mentre rispetto ad inizio anno il calo si estende al 17%.
Impatto sui mercati
Ethereum invece a maggio è sceso addirittura dell’11%, mentre da inizio anno il calo è stato del 33%. Come si capisce bene da questi dati, i cali dei prezzi delle crypto non sono collegati al numero degli exploit, anche se incidono sul valore in dollari delle perdite generate dagli stessi exploit. Il problema della sicurezza Gli exploit crypto spesso sono causati da falle di sicurezza nei protocolli DeFi.
È vero che in passato alcuni degli exploit più grandi sono stati effettuati nei confronti di exchange centralizzati, ma in numero assoluto non sono molti rispetto all’enorme quantità di exploit effettuati nei confronti di protocolli DeFi. Il punto chiave è quindi la sicurezza dei protocolli DeFi, ed in quest’ottica a fare spesso molta differenza è la longevità di un protocollo. Non va infatti dimenticato che il codice informatico con cui tali protocolli funzionano è pubblico e visibile a tutti.
Pertanto se contiene delle falle è molto probabile che qualcuno prima o poi se ne accorga. Ma a forza di trovare falle e correggerle, diventa sempre più sicuro, ed è così che i protocolli DeFi più longevi sono spesso anche quelli più sicuri, dato che c’è stato più tempo per trovare e correggere le falle. Invece, al contrario, i protocolli più recenti sono quelli a maggior rischio, perchè c’é stato ancora solo poco tempo per trovare le eventuali falle.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




