
Hack da 78 milioni e wallet vuoti: dentro la chiusura AscendEX crypto
Il 1° luglio 2026, AscendEX ha cessato le proprie operazioni. Un’altra borsa centralizzata chiude i battenti, ma stavolta con segnali d’allarme che erano già nell’aria. Pochi giorni prima dello stop definitivo, il noto...
Bitcoin 1 Minute
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Il 1° luglio 2026, AscendEX ha cessato le proprie operazioni. Un’altra borsa centralizzata chiude i battenti, ma stavolta con segnali d’allarme che erano già nell’aria. Pochi giorni prima dello stop definitivo, il noto analista on-chain ZachXBT aveva già acceso un faro pubblico sul exchange, segnalando ritardi nei prelievi e hot wallet apparentemente svuotati delle principali criptovalute.
La chiusura AscendEX crypto, arrivata in modo brusco, lascia ora gli utenti in una situazione di forte incertezza sul recupero dei propri fondi. Punti chiave AscendEX ha cessato ufficialmente le operazioni il 1° luglio 2026; i conti sono accessibili solo per operazioni di uscita limitate. Tutti i prelievi richiedono revisione manuale e potrebbero essere ritardati, richiedere ulteriori informazioni o non essere processati.
Dinamiche di mercato
ZachXBT aveva avvertito in anticipo della mancanza di ETH, USDT e SOL nei wallet pubblici dell’exchange. AscendEX aveva raccolto 50 milioni di dollari in un round Series B nel 2021, con Polychain Capital e Hack VC come lead investor. Nel dicembre 2021, il exchange aveva subito un attacco hacker collegato al Lazarus Group per 78 milioni di dollari.
AscendEX interrompe le operazioni e difficoltà nei prelievi La chiusura non è arrivata senza preavviso. I segnali di un possibile collasso erano visibili a chi seguiva da vicino la liquidità dell’exchange. AscendEX ha dichiarato di aver cessato le operazioni il 1° luglio 2026, con gli account rimasti accessibili esclusivamente per finalità di uscita limitate.
Revisioni manuali e ritardi nei prelievi Chi ha ancora fondi sulla piattaforma si trova davanti a un percorso tutt’altro che semplice. Tutte le richieste di prelievo richiedono ora una revisione manuale, con la possibilità concreta di subire ritardi, ricevere richieste di ulteriori informazioni o — nel peggiore dei casi — veder rifiutata l’elaborazione della propria richiesta. Si tratta di uno scenario che, per chi opera nel mondo crypto, rappresenta uno dei rischi custodialistici più temuti: fondi tecnicamente presenti, ma inaccessibili.
Impatto sui mercati
Il problema non è solo pratico, ma fiduciario. Ogni ora di attesa amplifica l’incertezza sul fatto che i fondi siano effettivamente recuperabili. Avviso di ZachXBT sulla scarsità di asset Prima ancora che AscendEX rendesse pubblica la chiusura, ZachXBT — uno degli analisti on-chain più seguiti nel settore — aveva lanciato un’allerta circostanziata.
Dall’analisi dei wallet pubblici dell’exchange emergeva una carenza preoccupante di asset di primo livello come ETH, USDT e SOL. Contemporaneamente, si moltiplicavano le segnalazioni di prelievi bloccati o non processati da parte degli utenti. Questo tipo di warning on-chain, basato su dati verificabili pubblicamente, ha anticipato di fatto l’annuncio ufficiale.
È un copione già visto in altri collassi di exchange: la liquidità svanisce prima che la comunicazione ufficiale arrivi. Background di AscendEX e posizione sul mercato AscendEX non era un exchange di seconda fila. Prima di questo epilogo, la piattaforma era considerata un attore rilevante del mercato centralizzato globale, con un passato importante alle spalle.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




