
Hoskinson su XRP: perché lo considera meglio di Tether e Circle
Charles Hoskinson sorprende il mondo crypto con una presa di posizione destinata a far discutere. Nel dibattito su XRP, stablecoin e accesso alle reti blockchain, il fondatore di Cardano ha definito Hoskinson su XRP un...
Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Charles Hoskinson sorprende il mondo crypto con una presa di posizione destinata a far discutere. Nel dibattito su XRP, stablecoin e accesso alle reti blockchain, il fondatore di Cardano ha definito Hoskinson su XRP un prodotto “Web2. 5” più forte di Tether e Circle.
Un giudizio inatteso, soprattutto per chi conosce i rapporti spesso difficili tra Hoskinson e la community legata a Ripple. Il punto, però, non è solo la classifica tra nomi noti del settore. Hoskinson su XRP ha spostato l’attenzione su una domanda più ampia: chi controlla davvero l’accesso all’infrastruttura crypto e quanto conta, per sviluppatori e utenti, poter costruire senza chiedere permesso a un’azienda.
Dinamiche di mercato
Le sue parole arrivano mentre a Washington resta aperta la discussione sulle stablecoin e mentre Cardano affronta a sua volta tensioni interne sulla governance. È questo incrocio tra tecnologia, regolazione e potere di controllo a rendere il messaggio più rilevante di quanto possa sembrare a prima vista. La rara apertura di Hoskinson verso XRP Charles Hoskinson ha detto in modo netto: “I think XRP as a Web2.
5 product is better than Tether or Circle. ” Il confronto non riguarda solo il peso di mercato dei vari attori, ma il modello che rappresentano. Nel ragionamento del fondatore di Cardano, XRP appare più aperto rispetto agli emittenti di stablecoin centralizzate.
E qui entra il secondo passaggio chiave: secondo Hoskinson, i builder non hanno bisogno del permesso di Ripple per usare lo XRP Ledger. È un punto che cambia molto la lettura del suo intervento. Non si tratta infatti di un sostegno generico al token XRP, ma di un apprezzamento per l’architettura e per la possibilità, almeno nella sua interpretazione, di costruire sulla rete senza dipendere dall’autorizzazione di una società.
Impatto sui mercati
5 spiegazione: perché Hoskinson usa questa definizione Quando Hoskinson su XRP usa l’etichetta “Web2. 5”, il messaggio sembra essere questo: esiste uno spazio intermedio tra i modelli completamente decentralizzati e quelli pienamente centralizzati, e XRP per lui si colloca meglio di Tether o Circle in quella fascia. La sua osservazione tocca un nervo scoperto del settore.
Le stablecoin più grandi sono diventate centrali per i pagamenti crypto, ma restano legate a riserve gestite da società e a sistemi di compliance aziendali. XRP, nel confronto proposto da Hoskinson, avrebbe invece un vantaggio in termini di apertura dell’infrastruttura. Il nodo del permesso nello XRP Ledger open access Il passaggio forse più importante è proprio questo: i costruttori, secondo Hoskinson, non devono ottenere il via libera di Ripple per usare lo XRP Ledger.
Perché nel mercato crypto la differenza tra una rete accessibile e un sistema controllato da un emittente può incidere su innovazione, integrazioni e velocità di sviluppo. Se una blockchain viene percepita come aperta ai developer, il suo valore strategico va oltre il semplice uso speculativo del token. Open protocol contro modelli centralizzati Hoskinson ha inquadrato il tema attorno a principi molto chiari: “I believe in open standards, open protocols, and open ecosystems.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




