I limiti tokenizzazione UE fermano l’Europa: gli USA sono già 100 volte avanti

Il tetto attuale è fermo a 6 miliardi di euro, mentre negli Stati Uniti la tokenizzazione si muove già su scala cento volte superiore. Nasdaq e Boerse Stuttgart Group hanno scritto formalmente ai legislatori dell’Unione...
Bitcoin 1 Minute
Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Il tetto attuale è fermo a 6 miliardi di euro, mentre negli Stati Uniti la tokenizzazione si muove già su scala cento volte superiore. Nasdaq e Boerse Stuttgart Group hanno scritto formalmente ai legislatori dell’Unione Europea per chiedere di alzare drasticamente, o eliminare del tutto, i limiti tokenizzazione UE previsti dal regime sperimentale DLT Pilot Regime. Il messaggio recapitato a Bruxelles è diretto: con le soglie in vigore oggi, l’Europa non ha alcuna possibilità di competere con il mercato americano per l’emissione di asset digitali a scala istituzionale.
Il problema dei limiti tokenizzazione UE, spiegato Il DLT Pilot Regime è nato nel 2023 come un regime sandbox regolatorio, pensato per permettere a borse e sistemi di regolamento di sperimentare la tecnologia distributed ledger applicata ai titoli tradizionali in forma tokenizzata. Il regolamento fissa oggi il valore di mercato aggregato di tutti i titoli tokenizzati a 6 miliardi di euro, con una soglia di uscita a 9 miliardi di euro. A questo si aggiunge un altro vincolo: la partecipazione è limitata a titoli e obbligazioni di dimensioni contenute secondo le regole MiFID II.
Dinamiche di mercato
La proposta della Commissione Europea contro la richiesta della coalizione industriale La Commissione Europea ha riconosciuto il problema e ha proposto di alzare il tetto a 100 miliardi di euro nell’ambito di una revisione di dicembre 2025, insieme a un ampliamento della lista di asset ammissibili sotto le regole MiFID II. Non è però bastato a soddisfare gli operatori del settore. In una lettera inviata a settembre 2026, la coalizione di borse e partecipanti al mercato ha chiesto qualcosa di molto più ambizioso: portare i limiti tra 150 miliardi e 1.
500 miliardi di euro, oppure abolirli del tutto. La distanza tra i 100 miliardi proposti dalla Commissione e la richiesta industriale, che arriva fino a 1. 500 miliardi, misura quanto le due parti abbiano visioni diverse di cosa significhi davvero “scala istituzionale” nei mercati dei capitali.
La pressione competitiva del mercato di tokenizzazione USA Il mercato statunitense permette già oggi operazioni di tokenizzazione su una scala circa cento volte superiore rispetto a quanto consentito dall’attuale quadro europeo, secondo quanto sostengono gli stakeholder firmatari della lettera. La DTCC, l’infrastruttura centrale di clearing e regolamento degli Stati Uniti, ha adottato un approccio decisamente più espansivo verso i regolamenti tokenizzati, reso possibile da lettere di no-action delle autorità regolatorie che concedono alle aziende margine di manovra per innovare senza il rischio costante di un’azione di enforcement. Questa asimmetria normativa non è un dettaglio tecnico: è la variabile che sta spingendo il capitale istituzionale a guardare oltreoceano.
Impatto sui mercati
Se un emittente deve scegliere dove testare un prodotto tokenizzato di dimensioni rilevanti, la scelta tra un tetto di 9 miliardi e uno cento volte più ampio non lascia molti dubbi. Nasdaq e Boerse Stuttgart rafforzano la partnership sulla tokenizzazione europea I due operatori non si limitano a scrivere lettere ai regolatori. A marzo 2026, Nasdaq ha formato una partnership con la piattaforma Seturion di Boerse Stuttgart, un’iniziativa pensata per ampliare la gamma di prodotti tokenizzati disponibili per gli investitori europei e creare percorsi di regolamento più flessibili.
Seturion è l’infrastruttura dedicata ai titoli digitali di Boerse Stuttgart e offre a Nasdaq un punto d’appoggio nel mercato DLT europeo senza dover costruire tutto da zero. Per Boerse Stuttgart, l’accordo porta in dote la rete di distribuzione globale e lo stack tecnologico di Nasdaq su una piattaforma già costruita su misura per gli strumenti tokenizzati sotto la normativa dell’Unione Europea. Vale la pena notare che questa mossa arriva mentre Nasdaq intensifica altrove i propri investimenti sul fronte crypto e tokenizzazione: la borsa americana ha recentemente investito 100 milioni di dollari in Payward, la società madre di Kraken, in un’operazione che ha valutato il gruppo a 21 miliardi di dollari e che punta a portare azioni tokenizzate quotate su Nasdaq direttamente sulla piattaforma di Kraken, con trading operativo 24 ore su 24.
Un segnale di come la corsa alla tokenizzazione dei titoli si stia intensificando su più fronti contemporaneamente, non solo in Europa. Cosa succede se l’UE resta ferma sui 100 miliardi Se l’Unione Europea decidesse di mantenere la rotta attuale, con la proposta della Commissione a 100 miliardi di euro come tetto massimo, il divario con le capacità statunitensi si restringerebbe solo marginalmente. Gli operatori istituzionali hanno reso chiaro che considerano quella cifra inadeguata per un’attività seria sui mercati dei capitali.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





