
I prestiti garantiti da Bitcoin potrebbero raggiungere i mille miliardi
Secondo Ledn, i prestiti garantiti da Bitcoin potrebbero generare un mercato da 1.000 miliardi di dollari nei prossimi decenni. Ledn non è una fonte disinteressata, ma la ricerca che ha pubblicato è stata condotta...
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Secondo Ledn, i prestiti garantiti da Bitcoin potrebbero generare un mercato da 1. 000 miliardi di dollari nei prossimi decenni. Ledn non è una fonte disinteressata, ma la ricerca che ha pubblicato è stata condotta insieme a Protocol Theory, pertanto vale la pena analizzarla.
D’altronde utilizzare Bitcoin come garanzia per un prestito sembra avere assolutamente senso, quindi le conclusioni a cui giunge questa ricerca potrebbero essere interessanti. La ricerca La ricerca pubblicata da Ledn è un PDF di sole sette pagine che ha come obiettivo quello di quantificare il divario tra la domanda di prestiti garantiti da criptovalute e la loro effettiva adozione, e di individuare i fattori che la stanno frenando. Il documento rivela infatti che esiste una netta discrepanza nel mercato crypto tra la predisposizione teorica a chiedere prestiti e l’effettivo utilizzo di tali servizi.
Dinamiche di mercato
Ad esempio, ben l’88% dei possessori di criptovalute considera l’utilizzo di un prestito o di un prodotto di credito per finanziare almeno un acquisto o un investimento pianificato, ma solo il 14% utilizza questo servizio. Il gap generato tra l’apertura mentale verso lo strumento e la sua reale adozione risulta essere addirittura di 6 a 1. Il principale freno a questa adozione non è la mancanza di domanda o di comprensione del prodotto, ma una questione di sicurezza e fiducia.
Tra le barriere più comunemente citate dai non-utilizzatori emergono le preoccupazioni sulla gestione della volatilità dei prezzi delle crypto, quelle legate al rischio di liquidazione, e l’Incertezza normativa. Per sbloccare questo mercato, gli utenti chiedono maggiore trasparenza sui tassi d’interesse, sui meccanismi di liquidazione e sulla sicurezza dei fondi custoditi. I prestiti garantiti in Bitcoin I prestiti garantiti in Bitcoin, o in altre criptovalute, ricalcano un comportamento finanziario tipico della finanza tradizionale, dove si prendono in prestito capitali usando come collaterale ad esempio immobili o azioni.
La ricerca di Ledn e Protocol Theory svela che il 72% degli intervistati concorda sul fatto che questi prestiti offrano un accesso comodo alla liquidità senza la necessità di vendere i propri asset. Ciò permette agli investitori di mantenere l’esposizione a lungo termine sul mercato delle criptovalute ottenendo però capitale spendibile a breve termine. I prestiti garantiti in Bitcoin (Bitcoin-backed loans) funzionano usando BTC come collaterale.
Impatto sui mercati
Per ottenere un prestito simile bisogna depositare Bitcoin sul wallet del prestatore che verrà utilizzato dal prestatore stesso come garanzia del prestito. In cambio il prestatore eroga un prestito in valuta fiat o stablecoin, tipicamente però soltanto per il 50%/70% del valore del collaterale depositato. Sul prestito si dovranno pagare degli interessi, in genere compresi tra il 5% ed il 15% annuo dell’importo ricevuto, e per riottenere indietro i BTC depositati come collaterale occorrerà restituire tutto il capitale preso in prestito più gli interessi accumulati.
Il concetto chiave è il Loan-to-Value (LTV), ovvero il rapporto tra il prestito ottenuto ed il valore del collaterale. Il problema infatti è che se ad esempio il prezzo di Bitcoin scende, l’LTV del prestito peggiora. Se tale rapporto si riduce fino a rischiare di diventare negativo, il prestatore liquida i BTC in garanzia (ovvero li vende), per incassare valute fiat o stablecoin ed estinguere il prestito prima che sia troppo tardi.
Dato che tali liquidazioni sono automatiche e forzate, il rischio di perdere del tutto e definitivamente i BTC messi a garanzia diventa elevato, se il loro valore di mercato scende. Oltre a ciò, c’è sempre anche il rischio legato alla sicurezza della custodia, dato che a custodirli è di fatto una società o un protocollo esterno. I principali vantaggi sono la possibilità di non dover vendere il propri BTC per avere liquidità, la rapidità con cui si può ottenere un prestito, e spesso nessuna verifica del merito creditizio.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




