
Il doppio gioco top secret del Qatar: così si è salvato dai bombardamenti
Leggi in app Il doppio gioco top secret del Qatar: così si è salvato dai bombardamenti di Enrico Franceschini () Per il Washington Post Doha all’inizio della guerra ha ottenuto un trattamento privilegiato da Teheran in...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Il doppio gioco top secret del Qatar: così si è salvato dai bombardamenti di Enrico Franceschini () Per il Washington Post Doha all’inizio della guerra ha ottenuto un trattamento privilegiato da Teheran in cambio dello stop al gas L'ascolto è riservato agli abbonati premium 13 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Da decenni il Qatar è considerato il caso mondiale più abile, eclatante o contraddittorio della cosiddetta capacità di “tenere i piedi in due scarpe”: ospita i leader di Hamas e ha fornito miliardi di dollari all’organizzazione islamista palestinese, ma ospita pure la più grande base militare americana in Medio Oriente, dove sono stanziati permanentemente più di 10 mila soldati. Adesso il Washington Post rivela un nuovo clamoroso esempio di questa doppiezza: un accordo discusso nei primi giorni della guerra in corso, secondo cui l’Iran avrebbe evitato di bombardare le più importanti installazioni energetiche del minuscolo emirato, che in cambio ha chiuso i rubinetti del gas, provocando una crisi mondiale per costringere Usa e Israele a concludere rapidamente il conflitto. «Otterrete i vostri obiettivi, senza bisogno di colpire noi»: questo il messaggio trasmesso da Doha a Teheran, afferma il quotidiano americano citando fonti di servizi di sicurezza “mediorientali” e di intelligence occidentale messa a conoscenza della segreta trattativa.
Il patto del gas La logica dietro un simile patto sarebbe che, se un attacco iraniano avesse danneggiato Ras Laffan, il principale complesso qatarino per la produzione di gas, l’emirato avrebbe impiegato dieci anni a ricostruirlo. D’altra parte, producendo un quinto del fabbisogno di gas mondiale, il Qatar sapeva che una sospensione della produzione avrebbe creato il caos sui mercati internazionali. Un do ut des che avrebbe protetto l’economia di Doha e aiutato il regime degli ayatollah a mantenere il potere a Teheran.
I dettagli
Tutto questo mentre il Qatar è uno dei principali mediatori per mettere fine alla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, come ha mediato in precedenza e continua a farlo per la guerra di Gaza tra Israele ed Hamas. L'Emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani La strategia del Qatar Un arbitro a dir poco parziale, per non dire disonesto. Ma il Qatar nega fermamente che le rivelazioni del Post siano vere, sostenendo che si basano su indiscrezioni diffuse ad arte da chi vuole fare fallire gli sforzi di Doha per mettere fine al conflitto: come dire che è disinformazione fabbricata da Israele, il Paese più restio a interrompere la guerra.
È vero che l’emirato ha chiuso i rubinetti del gas, dicono i suoi portavoce, ma ha dovuto farlo per proteggere i propri impianti, dopo che l’Iran li ha colpiti nelle sue rappresaglie contro gli alleati americani. Già, ribattono le fonti del giornale, ma l’attacco iraniano ha fatto solo danni minimi, esagerati dal Qatar per avere una scusa per spegnere gli impianti.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





