
Integrazione Cardano Open USD: perché la rete è fuori dai 140 partner?
La Cardano Foundation ha preso pubblicamente posizione sull’ecosistema Open USD, rivendicando un legame operativo attraverso il partner Brale e annunciando di stare esplorando ulteriori opzioni di integrazione. Il...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: La Cardano Foundation ha preso pubblicamente posizione sull’ecosistema Open USD, rivendicando un legame operativo attraverso il partner Brale e annunciando di stare esplorando ulteriori opzioni di integrazione. Il messaggio è arrivato nel momento meno comodo: subito dopo che Open USD aveva svelato una lista di oltre 140 partner fondatori — tra cui Visa, Mastercard, Stripe, BlackRock e Coinbase — senza che il nome di Cardano comparisse da nessuna parte. Una lacuna che la community ha notato, e che rischia di pesare sull’immagine della rete in uno dei settori più competitivi del momento.
Punti chiave La Cardano Foundation ha evidenziato il ruolo di Brale come partner di lancio di Open USD e sta esplorando ulteriori opzioni di integrazione diretta. Cardano non figura nella lista pubblica dei partner principali di Open USD, che include Visa, Mastercard, Ripple, MoonPay e oltre 140 aziende. Charles Hoskinson ha collegato questa assenza a decisioni di governance precedenti: i DRep avrebbero respinto proposte mirate ad accelerare la commercializzazione.
Dinamiche di mercato
Il mercato delle stablecoin su Cardano ha superato temporaneamente i 60 miliardi di dollari dopo l’aggiunta di USDCx, per poi assestarsi a 59,1 miliardi. Il DRep Dori chiede di usare i fondi del treasury per finanziare iniziative di adozione enterprise, andando oltre il ruolo della sola Foundation e di EMURGO. Il legame strategico con Open USD passa per Brale Brale è il nodo che tiene insieme Cardano e Open USD, almeno per ora.
La società lavora già con Cardano sull’emissione nativa di stablecoin conformi alle normative per prodotti in dollari digitali regolamentati, e ha ottenuto il ruolo di partner di lancio all’interno del nuovo consorzio. La Cardano Foundation ha accolto la notizia sottolineando proprio questo legame indiretto: “Accogliamo favorevolmente l’annuncio di OpenUSD e del nostro partner Brale come launch partner. Stiamo esplorando altre opzioni di integrazione e forniremo aggiornamenti a tempo debito.
” Una dichiarazione che, letta tra le righe, ammette implicitamente che la presenza attuale è parziale. Brale funziona da ponte, non da ingresso diretto. La Foundation ha lasciato aperta la possibilità che questo cambierà, ma senza indicare tempi o modalità specifiche.
Impatto sui mercati
Il contesto più ampio rende l’assenza ancora più evidente. Open USD — gestito da Open Standard, un’organizzazione indipendente con governance distribuita tra i partner — ha raccolto adesioni trasversali: pagamenti tradizionali con Visa, Mastercard, American Express e Discover; istituti finanziari come BlackRock, BNY e Standard Chartered; colossi tecnologici come Google, Shopify e IBM; e player crypto come Coinbase, Ripple, OKX e MetaMask. In questo quadro, l’assenza di Cardano dalla lista pubblica non è un dettaglio marginale.
La community chiede spiegazioni sull’assenza dalla lista pubblica Non appena la lista dei partner è diventata pubblica, la community di Cardano ha iniziato a fare domande. Il punto è semplice: come può una delle blockchain più longeve e decentralizzate del settore non figurare tra i partner di un’iniziativa stablecoin di questa portata? La risposta più diretta è arrivata da Charles Hoskinson, fondatore di Cardano.
Il suo messaggio è stato netto: l’assenza non è una svista, ma la conseguenza di scelte di governance specifiche. I DRep — i rappresentanti delegati che governano il protocollo attraverso il sistema di governance on-chain — avrebbero respinto in passato proposte pensate per accelerare la commercializzazione della rete. Il risultato è che Cardano si è trovata fuori da trattative che altri hanno invece saputo cogliere.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




