Kalshi, Coinbase e Kraken corrono verso i futures perpetui su azioni USA

Wall Street sta per scoprire cosa significa trattare le azioni come si fa già con Bitcoin. Kalshi ha depositato una richiesta per offrire futures perpetui su azioni USA legati a singoli titoli quotati, unendosi a...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Wall Street sta per scoprire cosa significa trattare le azioni come si fa già con Bitcoin. Kalshi ha depositato una richiesta per offrire futures perpetui su azioni USA legati a singoli titoli quotati, unendosi a Coinbase in una corsa che punta a portare nei mercati tradizionali uno strumento derivato nato e cresciuto nel mondo delle crypto. La mossa arriva in un momento particolare: pochi giorni dopo che il Senato americano ha bloccato una legge chiave sulla regolamentazione digitale.
Punti chiave Kalshi ha depositato venerdì la proposta presso la SEC e l’ha inviata alla CFTC per l’approvazione, che al momento non è ancora arrivata. Coinbase ha presentato lo stesso giorno una proposta analoga per contratti perpetui su singole azioni statunitensi. Payward, la società madre di Kraken, ha depositato tramite Bitnomial Exchange un piano per listare futures su 10 titoli USA, tra cui Tesla, Nvidia, Apple, Microsoft e Amazon, con l’obiettivo di un trading 24/5.
Dinamiche di mercato
Il CLARITY Act non è riuscito ad avanzare al Senato il 15 settembre, mancando i 60 voti necessari. Il presidente della SEC Paul Atkins ha dichiarato che l’agenzia agirà “con o senza legislazione” per garantire certezza normativa. Kalshi e Coinbase presentano futures perpetui su azioni USA Kalshi ha scelto la via regolatoria classica per lanciare il suo prodotto: la piattaforma ha depositato la proposta di modifica delle regole presso la SEC e l’ha sottoposta alla CFTC venerdì, ma l’autorità non ha ancora dato il via libera.
È un dettaglio che pesa, perché senza l’approvazione della Commodity Futures Trading Commission i contratti restano sulla carta. Dettagli sulla proposta e struttura dei contratti di Kalshi I contratti proposti da Kalshi non avrebbero una scadenza prestabilita e utilizzerebbero pagamenti periodici di funding tra posizioni long e short per mantenere il prezzo allineato al titolo sottostante — lo stesso meccanismo che regola i futures perpetui su Bitcoin o Ether nei mercati crypto. Kalshi ha specificato che i contratti sarebbero trattati come security futures products e compensati tramite Kalshi Klear, la sua clearinghouse registrata presso la CFTC.
Non è la prima incursione di Kalshi nei derivati legati agli asset digitali: la piattaforma offre già futures perpetui su Bitcoin (BTC), Ether (ETH), Solana (SOL) e XRP negli Stati Uniti, dopo aver ottenuto l’approvazione della CFTC per il contratto perpetuo su Bitcoin nel mese di maggio. La proposta parallela di Coinbase Il deposito di Kalshi è arrivato lo stesso giorno in cui Coinbase ha sottoposto una propria proposta per offrire futures perpetui su singole azioni USA. Le due aziende, pur competendo tra loro nel mercato crypto, condividono lo stesso obiettivo: portare nei listini azionari tradizionali un prodotto derivato che ha già trovato terreno fertile tra i trader di criptovalute.
Impatto sui mercati
Crescita del mercato dei futures perpetui su azioni USA Il campo si sta affollando rapidamente, segno che l’interesse per questo tipo di strumento non è limitato a un paio di operatori. Kalshi e Coinbase si aggiungono infatti a un numero crescente di piattaforme che vogliono introdurre derivati azionari USA con la stessa logica dei perpetual crypto. La proposta di Payward e Bitnomial Exchange Payward, la società madre dell’exchange Kraken, ha depositato tramite Bitnomial Exchange una richiesta per offrire lo stesso tipo di prodotto, con l’intenzione di renderlo disponibile ai trader statunitensi direttamente su Kraken.
Nel piano iniziale, Payward prevede di offrire futures perpetui legati a 10 titoli azionari statunitensi, tra cui Tesla, Nvidia, Apple, Microsoft e Amazon, lavorando per arrivare a un trading continuativo 24/5. Questo dettaglio non è marginale: se Kalshi, Coinbase e Payward riuscissero davvero a offrire negoziazione quasi ininterrotta su titoli come Apple o Tesla, il confine tra il mercato azionario tradizionale — con i suoi orari fissi — e quello crypto, aperto 24 ore su 24, diventerebbe molto più sfumato. È un cambiamento che riguarda direttamente il modo in cui gli investitori retail potrebbero gestire l’esposizione ai titoli tech più seguiti, senza dover aspettare l’apertura di Wall Street.
Contesto regolamentare e sviluppi recenti Queste richieste non nascono nel vuoto: arrivano a pochi giorni da una battuta d’arresto legislativa che ha lasciato il settore senza un quadro normativo chiaro, ma con segnali forti da parte dei regolatori sulla volontà di muoversi comunque. Conseguenze del fallimento del CLARITY Act al Senato USA Il CLARITY Act, la legge che avrebbe potuto fornire un quadro normativo più definito per i derivati crypto e non solo, non è riuscita ad avanzare al Senato degli Stati Uniti il 15 settembre, fermandosi a un passo dai 60 voti necessari per procedere. È un’assenza che pesa sul settore, perché lascia aperte diverse zone grigie proprio mentre più operatori spingono per lanciare prodotti nuovi come i futures perpetui su azioni.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





