
La pazienza non va al Mondiale
Leggi in app La pazienza non va al Mondiale di Angelo Carotenuto Sabri Lamouchi, esonerato dalla Tunisia () La Tunisia ha esonerato Lamouchi dopo la sconfitta per 5-1 contro la Svezia nella prima partita del girone. La...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app La pazienza non va al Mondiale di Angelo Carotenuto Sabri Lamouchi, esonerato dalla Tunisia () La Tunisia ha esonerato Lamouchi dopo la sconfitta per 5-1 contro la Svezia nella prima partita del girone. La frenesia del calcio dei club sta colpendo anche le nazionali L'ascolto è riservato agli abbonati premium 16 Giugno 2026 alle 01:06 1 minuti di lettura Nel calcio le cose vanno spesso così. Uno segna e mette il pollice in bocca, tutti mettono il pollice in bocca.
Uno esulta facendo il gesto della culla, e tutti subito dopo un gol si mettono a far dondolare dei neonati immaginari. A Mattias Svanberg che ha impiegato 17 secondi per segnare ai Mondiali, neppure 24 ore dopo ha risposto Romelu Lukaku. Ha provocato un autogol in 22.
I dettagli
Chissà che cosa può succedere adesso che la Tunisia ha esonerato il suo ct dopo una partita, dopo i cinque gol presi contro la Svezia all’esordio, seguiti agli altri cinque subiti in amichevole dal Belgio nell’ultimo test. Sabri Lamouchi è stato rimandato a casa, e pare una delle conseguenze più brutali del calcio come gestione d’impresa. Il Mondiale dava l’idea di essere una specie di zona franca dalle nevrosi con le quali conviviamo durante all’anno.
Ai Mondiali si va con un gruppo e un commissario tecnico, con una comunità provvisoria. O si vola o si affonda, i conti si fanno a casa. Fino a oggi, fino all’invasione di campo della logica ordinaria da club dentro un rito quadriennale.
È una mossa quasi contraddittoria. Il Mondiale è il torneo in cui l’allenatore ha una funzione molto diversa da quella del tecnico nel quotidiano. La condizione atletica è stata ereditata dalla stagione appena finita e non si cambia davvero una squadra in tre giorni.
Cosa dicono gli esperti
Un esonero durante il Mondiale non corregge niente sul piano tecnico. Un ct è una specie di ingegnere del suono in sala di registrazione. Manipola quello che ha, non può scrivere una nuova canzone.
La mossa può avere una sua razionalità in casi gravi, per comportamenti estremi. Non sembra una soluzione ma può essere una cortina di fumo. Le federazioni non amano restare ferme mentre il Paese si arrabbia.
L’esonero serve a mostrare dinamismo. In certi casi anche solo a metterlo in scena. Ci sono state federazioni che hanno cacciato il commissario tecnico tra una partita di qualificazione e l’altra, tenendolo però in panchina (ehm).
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





