
Perché la funzione AI di Meta per Instagram è durata solo 3 giorni?
Meta ha lanciato Muse Image, il suo primo generatore di immagini AI sviluppato da Meta Superintelligence Labs, e nel giro di pochi giorni si è già trovata a fare marcia indietro su una delle sue funzioni più...
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Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Meta ha lanciato Muse Image, il suo primo generatore di immagini AI sviluppato da Meta Superintelligence Labs, e nel giro di pochi giorni si è già trovata a fare marcia indietro su una delle sue funzioni più controverse. La funzione AI di Meta per Instagram che permetteva a chiunque di utilizzare le foto pubbliche altrui per generare immagini modificate — senza alcun avviso al proprietario dell’account — è stata rimossa venerdì 10 luglio 2026, dopo una reazione immediata e durissima da parte di utenti e addetti ai lavori. Punti chiave Meta ha introdotto Muse Image martedì 7 luglio 2026, un generatore di immagini AI integrato in Instagram, WhatsApp e altre app del gruppo.
La funzione controversa consentiva di taggare qualsiasi account Instagram pubblico e usarne le foto per generare immagini AI, senza notifica al proprietario. Backlash immediato da utenti e agenzie del settore entertainment, tra cui CAA, una delle più potenti talent agency al mondo. Meta ha rimosso la funzione venerdì 10 luglio, dichiarando sul proprio blog che «aveva mancato l’obiettivo».
Dinamiche di mercato
La notizia della rimozione è stata resa pubblica per prima da Dylan Byers, founding partner di Puck News. Muse Image: il generatore AI di Meta arriva su Instagram Muse Image è il primo modello di generazione visiva lanciato direttamente da Meta Superintelligence Labs, il laboratorio AI interno del gruppo. Rilasciato martedì 7 luglio, il tool è stato integrato nell’app Instagram, su WhatsApp e nel browser Meta AI, con disponibilità iniziale per gli utenti negli Stati Uniti.
Le capacità dichiarate erano ampie: creare immagini originali da testo, modificare foto esistenti, generare grafiche personalizzate e persino costruire annunci pubblicitari su misura. Meta lo ha presentato come uno strumento creativo pensato per personalizzare contenuti visivi direttamente all’interno delle sue piattaforme. Ma è una funzione specifica ad aver acceso subito la discussione.
Foto pubbliche come materia prima per l’AI, senza consenso Muse Image permetteva a qualsiasi utente di taggare un account Instagram pubblico all’interno di un prompt testuale. A quel punto, Meta AI poteva usare le foto di quel profilo per costruire un’immagine generativa. Nessuna notifica veniva inviata al proprietario dell’account: la funzione, per design, non prevedeva alcun avviso.
Impatto sui mercati
Erano automaticamente esclusi solo gli account privati e quelli appartenenti a utenti under 18. Tutti gli altri, per impostazione predefinita, erano esposti. Chi voleva impedire l’uso delle proprie foto doveva attivamente cercare nelle impostazioni la voce «Allow people to use your content on Instagram with AI features on Meta» e disattivarla separatamente per post e reel.
aveva pubblicato una guida step-by-step per disattivare la funzione prima ancora che Meta decidesse di rimuoverla. Il fatto che una guida del genere fosse necessaria la dice lunga su quanto l’impostazione predefinita fosse problematica. Reazioni immediate: utenti, agenzie e preoccupazioni sulla privacy La risposta del pubblico è stata rapida e negativa.
La preoccupazione centrale era evidente: rendere banale la manipolazione delle foto di persone reali, senza il loro consenso e senza nemmeno informarle, apre la porta a scenari di abuso difficilmente contenibili. Tra le voci critiche più significative ci sono quelle delle talent agency del settore entertainment. CAA, una delle agenzie di rappresentanza più influenti al mondo, ha sollevato obiezioni formali.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




