
Povera patria e il sentimento perduto, per fortuna c’è la Costituzione
Leggi in app Povera patria e il sentimento perduto, per fortuna c’è la Costituzione di Caterina Giusberti (eikon) A RepIdee il dibattito con Stefano Folli, Carlo Galli e Giancarlo Mola 14 Giugno 2026 alle 14:57 1 minuti...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Povera patria e il sentimento perduto, per fortuna c’è la Costituzione di Caterina Giusberti (eikon) A RepIdee il dibattito con Stefano Folli, Carlo Galli e Giancarlo Mola 14 Giugno 2026 alle 14:57 1 minuti di lettura In Sala Salomon si discute di povera patria e la prima domanda è per Carlo Galli, sulle parole patria e nazione, che compaiono nella costituzione ma poi, dice Mola, “ce le siamo un po’ perse”. “Sono state talmente abusate dal fascismo che sono state un po’ messe da parte - ragiona il politologo - anche se in realtà fanno parte non solo del lessico repubblicano ma anche del lessico rivoluzionario. Nella Francia rivoluzionaria la nazione è opposta al regno.
Sono identità politiche collettive autosufficienti”. LO SPECIALE L’ultima volta che s’è visto un sentimento di patria forte, dice Galli, è stato “quando è stato messo un muro al terrorismo”. E si chiede: “Ha ancora senso parlare oggi di patria, quando tutto è dominato da forze transnazionali?
I dettagli
Per Stefano Folli: “La patria è anche trascendente è anche sentimento e Ciampi riuscì a intercettarlo, come se ci fosse desiderio di ritrovare il senso di stare insieme. Napolitano per i 150 anni dell’unità di Italia ha fatto un discorso in cui ha cercato di andare al di là degli schieramenti e vedere un filo di unità che è quello che a noi è sempre mancato. Oggi il patriottismo forse si può trovare nella Costituzione ma è un discorso molto razionale”.
Ci è più facile aderire ai piccoli campanili forse, suggerisce Mola. “È la nostra ricchezza - ragiona Galli - ma se andiamo avanti così ci polverizziamo. Noi a differenza dei tedeschi abbiamo pezzi di storia in cui riconoscerci dentro la Costituzione: il rifiuto del fascismo e l’idea di una repubblica sociale.
Diciamo che un po’ di manutenzione non farebbe male”. La domanda finale per Folli è come arrivare a oggi: che campagna elettorale sarà? Domineranno le politiche concrete o i temi elettorali da qui all’aprile 2027?
Cosa dicono gli esperti
“La sinistra - avvisa Folli - ha un problema di leadership. Conte vuole un posto al sole di grande rilevanza, se non farà leader della coalizione. Renzi pare ce l’abbia scritto in faccia.
Meloni è più leader, alla fine. Penso che per il centrosinistra adesso sia urgente stabilire un nesso anche emotivo col proprio popolo”.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





