
Regolamentazione crypto in Kenya: sorveglianza su $19 miliardi e zero licenze
Il Kenya si prepara a mettere occhi digitali su ogni transazione in criptovalute che circola nel paese. La Capital Markets Authority (CMA), il regolatore dei mercati finanziari kenioti, sta cercando di acquisire un...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Il Kenya si prepara a mettere occhi digitali su ogni transazione in criptovalute che circola nel paese. La Capital Markets Authority (CMA), il regolatore dei mercati finanziari kenioti, sta cercando di acquisire un sistema di sorveglianza blockchain per monitorare le attività crypto — una mossa che segna il passaggio dalla legislazione all’applicazione concreta della regolamentazione crypto in Kenya. Punti chiave La CMA keniota vuole acquistare un software di sorveglianza blockchain per monitorare wallet, transazioni sospette ed entità sanzionate.
La legge di riferimento è il Virtual Assets Service Providers Act, firmato dal presidente William Ruto in ottobre e in vigore da novembre. Il Kenya è il quarto mercato crypto africano: circa 19 miliardi di dollari ricevuti tra luglio 2024 e giugno 2025, secondo Chainalysis. Ad oggi nessuna società crypto ha ancora ottenuto una licenza; gli operatori esistenti hanno tempo fino a novembre 2026 per mettersi in regola.
Dinamiche di mercato
Più di sei milioni di kenioti usano asset digitali, prevalentemente tramite canali peer-to-peer informali. Il nuovo quadro normativo sulle crypto in Kenya Il Virtual Assets Service Providers Act ha dato al Kenya la sua prima cornice regolatoria completa per il settore crypto. Firmato dal presidente William Ruto in ottobre ed entrato in vigore a novembre, il provvedimento affronta un mercato che, fino ad allora, operava in un vuoto normativo quasi totale.
La legge distribuisce le competenze su due fronti. La Central Bank of Kenya supervisiona i pagamenti, le stablecoin e i wallet custodiali. La Capital Markets Authority, invece, si occupa di exchange, broker, consulenti di investimento e piattaforme di tokenizzazione.
Una ripartizione pensata per allineare il paese agli standard antiriciclaggio del Financial Action Task Force. Il Ministero del Tesoro ha pubblicato le bozze di regolamento a marzo. Nessuna impresa crypto ha ancora ricevuto una licenza, e gli operatori attivi sul mercato hanno tempo fino a novembre 2026 per adeguarsi ai nuovi requisiti.
Impatto sui mercati
Quel margine di quasi due anni non è un segnale di indulgenza: è il tempo che la CMA vuole usare per costruire l’infrastruttura tecnica di vigilanza prima che scatti l’obbligo effettivo. Ed è qui che entra in gioco la sorveglianza blockchain. Sistema di sorveglianza blockchain per monitorare le attività crypto Obiettivi e funzionalità dello strumento di monitoraggio La piattaforma cercata dalla CMA non è uno strumento passivo.
Genererebbe alert automatici su wallet ad alto rischio, trasferimenti di grandi importi, coin mixer, indirizzi collegati al darknet ed entità sanzionate. Screening delle transazioni rispetto alle liste sanzionatorie delle Nazioni Unite e dell’US Office of Foreign Assets Control sarebbero funzioni standard. Ma il sistema farebbe molto di più.
Mapperebbe le relazioni tra wallet, ricostruirebbe cronologie di transazioni, traccherebbe fondi attraverso più blockchain e assegnerebbe punteggi di rischio legati a riciclaggio, ransomware, frodi e finanziamento del terrorismo. Due obiettivi specifici emergono con chiarezza dagli input della CMA: identificare gli exchange più utilizzati dai kenioti e individuare le piattaforme offshore non licenziate che servono il mercato locale. Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante in un contesto dove il trading peer-to-peer domina e molti utenti si rivolgono a piattaforme straniere fuori dal controllo regolatorio nazionale.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




