
Sequestro criptovalute dal giudice argentino: 25 wallet, zero fondi bloccati
Un giudice federale argentino ha emesso un ordine che potrebbe segnare una svolta nell’inchiesta sul token LIBRA: il magistrato Marcelo Martínez de Giorgi ha disposto l’identificazione e il sequestro di 25 wallet crypto...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Un giudice federale argentino ha emesso un ordine che potrebbe segnare una svolta nell’inchiesta sul token LIBRA: il magistrato Marcelo Martínez de Giorgi ha disposto l’identificazione e il sequestro di 25 wallet crypto riconducibili al caso della memecoin, puntando su conti aperti presso quattro dei principali exchange mondiali. Ma c’è un problema concreto: a oggi, nessun fondo risulta effettivamente bloccato. Punti chiave Il giudice Marcelo Martínez de Giorgi ha ordinato l’identificazione e il congelamento di 25 wallet crypto legati al caso LIBRA.
I wallet sono riconducibili a Binance, Bybit, OKX e Bitfinex. Sono stati spostati 498. 539 USDT tramite un protocollo di interoperabilità verso la rete Tron, suddivisi poi in 17 transazioni per oscurare la traccia.
Dinamiche di mercato
L’analista Fernando Molina stima che circa 8,2 milioni di dollari fossero rimasti fermi prima di iniziare a muoversi. L’ordine è tecnicamente una richiesta: nessuno degli exchange coinvolti ha confermato di aver agito. Il tribunale ordina il blocco di 25 wallet legati a LIBRA L’ordinanza di Martínez de Giorgi rappresenta il passo più concreto finora compiuto dall’autorità giudiziaria argentina nell’inchiesta sul token LIBRA.
Il giudice ha disposto non solo il congelamento dei fondi, ma anche l’identificazione dei titolari dei wallet — un dettaglio che rivela quanto l’indagine sia ancora in una fase di ricostruzione delle identità, non di esecuzione definitiva. Il provvedimento si basa su un rapporto del Dipartimento di Criminalità Informatica della Polizia Federale Argentina, che ha ricostruito i movimenti crypto attraverso diverse reti. Almeno dieci delle transazioni tracciate sarebbero passate per piattaforme centralizzate come Binance.
Gli altri wallet sono distribuiti tra Bybit (otto), OKX (due) e Bitfinex (due), per un totale di circa 25 indirizzi. Poiché gli exchange centralizzati richiedono documenti d’identità per aprire un conto, il giudice ha formalmente richiesto a ciascuna piattaforma i dati KYC, gli indirizzi IP associati e le cronologie delle transazioni. L’obiettivo è risalire alle persone fisiche che controllano quei wallet.
Impatto sui mercati
Le basi dell’indagine e i movimenti di fondi Il cuore dell’inchiesta ruota attorno a un’operazione finanziaria sospetta: fondi per 498. 539 USDT sono stati spostati in massa attraverso un protocollo di interoperabilità verso un wallet sulla rete Tron. Da lì, il denaro è stato frammentato in 17 transazioni distinte, una tecnica classica per rendere più difficile il tracciamento.
L’analista crypto Fernando Molina, indicato da Clarín come uno dei primi a seguire la pista finanziaria del caso LIBRA, ha stimato che circa 8,2 milioni di dollari erano rimasti inattivi prima di iniziare a circolare attraverso i wallet ora nel mirino della giustizia. Una somma considerevole, che suggerisce come i fondi abbiano atteso mesi prima di essere movimentati — forse in attesa che l’attenzione investigativa si allentasse. L’uso di un protocollo di interoperabilità per attraversare diverse blockchain complica ulteriormente il lavoro degli inquirenti.
Ogni salto tra reti diverse introduce nuove variabili giurisdizionali e tecniche, rallentando i tempi di risposta delle autorità. Azioni legali e stato dell’esecuzione L’aspetto più rilevante — e più critico — dell’intera vicenda è che l’ordine giudiziario rimane, a oggi, solo una richiesta formale. Lo stesso Fernando Molina ha scritto su X il 14 luglio che «si tratta solo di una richiesta che, per quanto ne sappiamo, non è ancora stata eseguita dagli exchange», aggiungendo esplicitamente che il denaro riconducibile a LIBRA non è stato ancora congelato.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




