
Tre nuove regole a luglio: svolta nella regolamentazione SEC crypto exchange
La SEC ha inserito tre nuove regole crypto nella sua Agenda Regolatoria Unificata 2026, puntando a pubblicare le proposte formali già nel mese di luglio. Non si tratta di annunci vaghi: le tre misure hanno codici...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. La SEC ha inserito tre nuove regole crypto nella sua Agenda Regolatoria Unificata 2026, puntando a pubblicare le proposte formali già nel mese di luglio. Non si tratta di annunci vaghi: le tre misure hanno codici identificativi ufficiali, sono classificate come “Proposed Rule Stage” e definiscono per la prima volta un perimetro chiaro su cui la regolamentazione SEC crypto exchange e le sue componenti operative si muoveranno nei prossimi mesi. Per il settore, è il segnale più concreto finora di un cambio di approccio strutturale dopo anni di enforcement senza regole scritte.
Punti chiave La SEC ha aggiunto tre proposte di regolamentazione crypto all’Agenda Regolatoria 2026, pubblicate su reginfo. Le tre regole coprono rispettivamente le offerte di digital asset (RIN 3235-AN38), le regole di capitale per broker-dealer (RIN 3235-AN48) e la struttura del mercato crypto (RIN 3235-AN49). Tutte e tre puntano a luglio 2026 come data obiettivo per il Notice of Proposed Rulemaking, ma i testi definitivi non sono ancora stati pubblicati.
Dinamiche di mercato
Il Congresso sta parallelamente negoziando il CLARITY Act, che attende un voto al Senato entro il 7 agosto 2026. La mossa segue il piano strategico della SEC di giugno 2026, che aveva dichiarato la regolamentazione dei digital asset una priorità assoluta. Tre regole, una svolta nel rapporto SEC-crypto Da quando Paul Atkins ha preso la guida della SEC, il tono dell’agenzia verso il mondo crypto è cambiato in modo netto.
L’approccio muscolare di Gary Gensler — decine di azioni legali, nessuna regola scritta, la tesi che quasi tutti i token fossero securities — è stato progressivamente smantellato. Le azioni di enforcement aperte contro alcune delle principali società crypto sono state archiviate. A marzo 2026, la SEC e la CFTC hanno emesso orientamenti congiunti affermando che la maggior parte delle criptovalute non sono securities.
Ma la vera novità dell’8 luglio è diversa: per la prima volta, questi principi si traducono in proposte di regolamentazione formale con numeri RIN, scadenze pubbliche e ambiti definiti. Non più semplici dichiarazioni di intento. Cosa prevede la regola sulle offerte di crypto asset (RIN 3235-AN38) La prima proposta riguarda l’offerta e la vendita di digital asset.
Impatto sui mercati
La regola identificata con il codice RIN 3235-AN38 affronta direttamente le condizioni legali sotto cui un’offerta di token può avvenire nel mercato statunitense, includendo potenzialmente esenzioni e safe harbor. Per anni questo è stato il terreno più incerto per startup, protocolli e issuer: chiunque volesse raccogliere capitali attraverso token operava senza sapere con certezza dove iniziasse la competenza della SEC e dove finisse. Questa proposta punta a colmare quel vuoto.
La stessa SEC ha indicato che le regole proposte “potrebbero offrire maggiore certezza al mercato, facilitare la formazione di capitali e favorire l’innovazione nei mercati crypto, garantendo al contempo un’adeguata protezione degli investitori. ” Broker-dealer e protezione del cliente: la regola RIN 3235-AN48 La seconda proposta tocca un punto tecnico ma tutt’altro che secondario. La regola RIN 3235-AN48 interviene sulle norme di capitale netto (la regola 15c3-1) e sulla protezione dei clienti in caso di insolvenza di un broker (la regola 15c3-3), adattandole esplicitamente ai crypto asset.
Aggiunge anche modifiche alle regole di recordkeeping 17a-3 e 17a-4. In pratica: un broker che oggi gestisce sia titoli tradizionali sia crypto opera in un limbo normativo su quanto capitale deve tenere e come proteggere i fondi dei clienti lato crypto. Questa proposta vuole eliminare quella zona grigia.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




