
Truffa crypto nel Regno Unito da $5,4 milioni: condanne fino a 11 anni
Tre uomini nel Regno Unito hanno rubato 5,4 milioni di dollari in criptovalute fingendosi agenti di polizia, costruendo siti web falsi che imitavano quelli delle forze dell’ordine e convincendo le vittime a trasferire i...
Bitcoin 1 Minute
Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Tre uomini nel Regno Unito hanno rubato 5,4 milioni di dollari in criptovalute fingendosi agenti di polizia, costruendo siti web falsi che imitavano quelli delle forze dell’ordine e convincendo le vittime a trasferire i propri fondi su wallet presentati come “conti sicuri della polizia”. Una truffa crypto nel Regno Unito di rara sofisticazione, che ha portato questa settimana a condanne fino a undici anni di carcere per i tre responsabili. Punti chiave La banda ha sottratto 5,4 milioni di dollari in criptovalute spacciandosi per poliziotti e creando siti web falsi delle forze dell’ordine.
Le vittime venivano convinte che i loro fondi fossero a rischio e invitate a depositare le crypto su indirizzi wallet spacciati per conti sicuri della polizia. Il denaro riciclato è stato speso in vacanze di lusso, auto, abbigliamento firmato e orologi. La Metropolitan Police ha identificato la banda dopo che una vittima ha denunciato la frode nel gennaio 2025.
Dinamiche di mercato
Hamza Bashir (23 anni), Kevin Nwamma (25 anni) e Anthony Ikenwe (29 anni) sono stati condannati rispettivamente a sei anni e nove mesi, undici anni e undici anni di reclusione. Un’elaborata truffa con finti agenti di polizia Il meccanismo era semplice quanto efficace: i tre contattavano telefonicamente possessori di criptovalute, si presentavano come agenti di polizia e li avvertivano che i loro fondi erano in pericolo. Per dare credibilità alla storia, avevano costruito siti web che replicavano l’aspetto di pagine ufficiali delle forze dell’ordine britanniche.
Il risultato era la paralisi psicologica della vittima: convinta di agire in sicurezza, e anzi di collaborare con la polizia per proteggere il proprio patrimonio, trasferiva le criptovalute su indirizzi wallet che la banda controllava interamente. Come la banda ingannava le vittime Alle vittime veniva detto che i loro conti erano sotto attacco o a rischio di sequestro da parte di criminali. L’unica soluzione, secondo i falsi agenti, era spostare i fondi su wallet “sicuri” gestiti dalla polizia, in attesa che l’emergenza rientrasse.
Un classico schema di social engineering che sfrutta l’autorità percepita delle forze dell’ordine per abbattere le difese razionali del bersaglio. Le vittime venivano anche incoraggiate a condividere i dettagli dei propri account, ampliando ulteriormente l’esposizione al furto. Riciclaggio e spese di lusso Una volta incassate le criptovalute, la banda le riciclava prima di spenderle.
Impatto sui mercati
Tra gli acquisti documentati: una vettura da £60. 000 dollari), vacanze in Thailandia, Giappone, Parigi, Mykonos, Maldive e Seychelles, e shopping in boutique come Harrods, Hermès, Louis Vuitton e Rolex. La polizia ha trovato anche £500.
000 in contanti (circa 674. 000 dollari) all’interno di una cassetta di sicurezza riconducibile al gruppo. Una parte significativa delle criptovalute rubate era stata convertita in carte di pagamento, rendendo più difficile il tracciamento.
Il contrasto con le dichiarazioni fiscali presentate dai tre è emblematico: uno di loro aveva dichiarato un reddito annuo di appena £444 (circa 600 dollari), a fronte di uno stile di vita da milionario finanziato con fondi altrui. Scoperta e procedimento giudiziario La svolta nelle indagini è arrivata nel gennaio 2025, quando una vittima ha denunciato la frode alla Metropolitan Police. Da quel momento, gli investigatori hanno ricostruito il sistema di riciclaggio e ricondotto le spese di lusso ai tre imputati.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




