
Trump: 'Domenica l'accordo', firma a distanza. Ma l'Iran frena
Le ore di febbrile attesa per la firma del memorandum tra Iran e Usa si accompagnano a una babele di rivendicazioni e smentite sui media e sui social di entrambi gli schieramenti, mentre il mondo guarda con cauta...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Le ore di febbrile attesa per la firma del memorandum tra Iran e Usa si accompagnano a una babele di rivendicazioni e smentite sui media e sui social di entrambi gli schieramenti, mentre il mondo guarda con cauta speranza a un accordo "vicino come mai prima d'ora". Ad ogni modo, sembra ormai archiviata l'ipotesi Ginevra: la firma "sarà a distanza", ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, trovando conferma nel mediatore Pakistan che ha poi tentato di chiarire i tempi, parlando sabato di una "finalizzazione prevista nelle prossime 24 ore". La deadline è stata rilanciata in serata dallo stesso Donald Trump, secondo cui la sigla "è prevista" per domenica "e subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti".
Ma Teheran non conferma e continua a prendere tempo, parlando invece di una firma "nei prossimi giorni", a discapito dell'obiettivo statunitense di chiudere entro il weekend, in tempo per il G7 di Evian e per i festeggiamenti del compleanno del tycoon. Ignorando le dichiarazioni iraniane, Islamabad ha in ogni caso insistito sul fatto che la firma sarà domenica. E avverrà "in videoconferenza": nessuna cerimonia a Ginevra quindi, mentre è cresciuta l'ipotesi che la Svizzera possa ospitare la prossima settimana incontri tra due funzionari di alto livello di Stati Uniti e Iran, con il ministro degli Esteri pakistano che si recherà nel Paese europeo per preparare la riunione.
I dettagli
E' poi circolata nuovamente sui media l'ipotesi di un approdo domenica in Pakistan di Araghchi e una sua delegazione, per colloqui tecnici relativi all'accordo. Tutte le indiscrezioni sono state smentite dal portavoce della diplomazia di Teheran, Esmail Baghaei: "Il team negoziale non ha in programma di visitare Ginevra o altre località nei prossimi giorni". Se le dichiarazioni incrociate alimentano l'incertezza su tempi e modalità della sigla, sembra ormai dato per certo che un testo comune sia stato concordato, come annunciato dallo stesso Pakistan.
Ad alimentare la speranza, è giunto anche l'annuncio iraniano di una data per i funerali di Ali Khamenei, programmati dal 4 al 9 luglio dopo essere stati rimandati per mesi proprio a causa del protrarsi della guerra. Intanto, nessuna informazione ufficiale è giunta sul contenuto del memorandum, sul quale prosegue lo scontro di rivendicazioni tra Stati Uniti e Iran, primo tra tutti sul tema del nucleare ma anche Hormuz, per il quale Araghchi ha ribadito che "l'amministrazione dello stretto non sarà più la stessa". Secondo gli Stati Uniti e Trump, il memorandum prevede la riapertura immediata e senza pedaggi dello tratto di mare, per il quale resta sul tavolo l'offerta di una missione internazionale a garanzia dei traffici marittimi.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





