
Università, la sorpresa Italia: è l’unica a crescere in Europa
Leggi in app Università, la sorpresa Italia: è l’unica a crescere in Europa di Viola Giannoli Tra 47 atenei presi in considerazione dalla QS World University Rankings ben 26 migliorano. Il record del Politecnico di...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Università, la sorpresa Italia: è l’unica a crescere in Europa di Viola Giannoli Tra 47 atenei presi in considerazione dalla QS World University Rankings ben 26 migliorano. Il record del Politecnico di Milano L'ascolto è riservato agli abbonati premium 18 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Contr’ordine: il sistema universitario italiano è vivo e vegeto. Anzi, in Europa va controcorrente: mentre gli altri perdono terreno, noi ne guadagniamo.
Il ritratto, entusiasta e in disaccordo con altre classifiche — la Global 2000 del Cwur, ad esempio — arriva dal QS World University Rankings 2027. Tra i 47 atenei italiani presi in considerazione, 26, e cioè più della metà, migliorano la propria posizione contro i 15 che arretrano. Intanto Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi vedono la maggioranza delle proprie università in calo.
I dettagli
L’Italia è insomma l’unico grande sistema dell’Unione europea con più università in crescita che in discesa. Un’eccezione superata per dinamismo solo dall’Irlanda e dall’Austria, che però sono realtà molto più piccole, con pochi atenei classificati. Secondo Qs il «progresso» italiano è «ampio e diffuso» e stupisce perché arriva mentre il nostro Paese è chiamato a confrontarsi «con il calo demografico, la crescente competizione globale per i talenti e la necessità di rafforzare la propria capacità di innovazione e crescita».
Lo è, inatteso, ancora di più se si considera che l’investimento nell’istruzione superiore è nettamente inferiore a molti dei principali concorrenti. A cosa è dovuta allora la crescita? «Alla qualità della ricerca e alla reputazione degli atenei», risponde Qs.
Certo non alla spesa. Per questo i risultati sono reali ma anche fragili perché convivono «con debolezze strutturali ancora marcate nel rapporto docenti/studenti, nell’internazionalizzazione, negli esiti occupazionali, nella visibilità globale e nella capacità di attrarre e trattenere talenti». Anche la geografia pesa: la crescita non è uniforme sul territorio, il Nord e il Centro trainano, il Sud resta in difficoltà.
Cosa dicono gli esperti
«La prossima sfida per l’Italia sarà colmare la distanza tra il valore che il suo sistema universitario genera e il riconoscimento che riceve a livello internazionale», commenta il presidente dell’istituto di ranking, Nunzio Quacquarelli. Tornando ai numeri, emerge che tutte le prime dieci università italiane migliorano le loro performance. E c’è un record: il Politecnico di Milano sale ancora più in alto nella top 100 mondiale, piazzandosi all’87esimo posto: è il primo ateneo italiano a entrare tra i primi novanta.
«Il valore di questo risultato va oltre la classifica stessa. Riflette la credibilità che il Politecnico ha costruito attraverso un impegno costante verso l’eccellenza, l’internazionalizzazione e l’impatto sulla società», racconta la rettrice, Donatella Sciuto. Seguono Sapienza di Roma, Bologna, Padova e Politecnico di Torino: tutti al loro miglior piazzamento da quando sono entrati in classifica.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.



