Accelerazione ricerca AI OpenAI: gli agenti lavorano già 3 volte più degli umani

OpenAI ha reso pubblico un rapporto interno che segna un punto di svolta nella sua strategia di ricerca: entro settembre 2026 l’azienda ha raggiunto l’obiettivo, annunciato lo scorso autunno, di avere un sistema capace...
Bitcoin 1 Minute
Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. OpenAI ha reso pubblico un rapporto interno che segna un punto di svolta nella sua strategia di ricerca: entro settembre 2026 l’azienda ha raggiunto l’obiettivo, annunciato lo scorso autunno, di avere un sistema capace di svolgere il ruolo di un “research intern” automatizzato. Il documento, intitolato “Research acceleration: The view inside OpenAI”, racconta come l’accelerazione ricerca AI OpenAI stia cambiando concretamente il lavoro quotidiano dei ricercatori, tra agenti di coding sempre più autonomi, incidenti di sicurezza gestiti con pause forzate e un modello, Astra, che ha già mostrato segnali preoccupanti sul fronte cyber. Punti chiave OpenAI dichiara di aver raggiunto, entro settembre 2026, l’obiettivo di un ricercatore AI automatizzato capace di compiti di ricerca ben definiti sotto supervisione umana.
A metà agosto il ricercatore mediano usava agenti di coding quotidianamente, con una spesa superiore a 600 dollari al giorno in inferenza; il 90esimo percentile supera i 7. 000 dollari di token al giorno. Il rapporto tra lavoro degli agenti e lavoro umano ha raggiunto un rapporto di 3,1 giornate-agente per ogni giornata-uomo.
Dinamiche di mercato
Dopo l’incidente con Hugging Face, OpenAI ha sospeso temporaneamente il reinforcement learning sui modelli più recenti, riprendendo poi con controlli più stringenti. Sviluppo del ricercatore AI automatizzato di OpenAI L’obiettivo dichiarato da OpenAI è costruire, in modo sicuro, un ricercatore AI automatizzato che lavori sotto supervisione umana per far avanzare la ricerca sul deep learning e sull’allineamento. Non si tratta di un sistema che sostituisce gli scienziati, ma di uno strumento che permette di iterare più rapidamente su idee e miglioramenti dei modelli.
Per “research intern” l’azienda intende un sistema in grado di svolgere compiti di ricerca ben definiti sotto la direzione umana, incluse attività che normalmente richiederebbero a un ricercatore esperto alcuni giorni di lavoro. OpenAI afferma di stare facendo progressi solidi verso un traguardo più ambizioso: un ricercatore AI automatizzato completo entro marzo 2028. Il ruolo della supervisione umana nell’accelerazione della ricerca Nonostante l’automazione crescente, sono ancora le persone a stabilire le priorità di ricerca, a giudicare quali idee perseguire e a decidere se scalare, sospendere o distribuire un sistema.
Questo punto è centrale nella narrazione di OpenAI: l’automazione AI research non elimina il controllo umano, lo sposta più in alto nella catena decisionale. È una distinzione che pesa molto per chi guarda al tema della sicurezza, perché sposta l’attenzione dalla capacità tecnica alla governance del processo. Impatto e integrazione degli agenti di coding nei flussi di ricerca Nel corso del 2026 il lavoro quotidiano dei ricercatori OpenAI è cambiato in modo sostanziale, con un uso degli agent di coding OpenAI che cresce più rapidamente rispetto ad altri team dell’azienda.
Impatto sui mercati
Gli agenti vengono usati durante tutta la giornata, spesso in sessioni concorrenti, e i ricercatori scrivono codice più velocemente ed eseguono più esperimenti. Uso crescente e concorrenza degli agenti di coding A inizio 2026 il ricercatore mediano, classificato per uso di agenti, ricorreva a questi strumenti solo in modo modesto. A metà agosto la situazione è cambiata radicalmente: l’utilizzo quotidiano è diventato la norma, con una spesa media superiore a 600 dollari al giorno in inferenza a prezzi API.
Il 90esimo percentile degli utenti nell’organizzazione di ricerca supera oggi i 7. 000 dollari di token al giorno. Prima di giugno 2026 il tempo totale di esecuzione degli agenti nell’organizzazione di ricerca era ancora inferiore al totale del lavoro umano.
Da allora la situazione si è ribaltata: calcolando l’equivalente di una giornata lavorativa standard di 8 ore, a metà agosto l’organizzazione utilizza 3,1 giornate-agente di impegno per ogni giornata di lavoro umano. Cresce anche il numero di ricercatori che lavorano con workflow altamente concorrenti, arrivando a eseguire quattro o più agenti in parallelo. Verso compiti più complessi e a lungo termine La scrittura di codice e l’esecuzione di esperimenti sono due attività centrali nel lavoro di ricerca, e OpenAI segnala che entrambe stanno accelerando.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





