Crescita data center Australia: big tech USA pronte a investire 155 miliardi

L’Australia potrebbe trovarsi davanti a una crescita dei data center senza precedenti, spinta da una domanda che arriva direttamente dalle sale del consiglio delle più grandi aziende tecnologiche americane. A dirlo,...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. L’Australia potrebbe trovarsi davanti a una crescita dei data center senza precedenti, spinta da una domanda che arriva direttamente dalle sale del consiglio delle più grandi aziende tecnologiche americane. A dirlo, durante l’AFR Commercial Property Summit di lunedì, è stata Deanne Stewart, CEO di Aware Super, secondo cui il Paese potrebbe sbloccare investimenti multimiliardari se riuscirà a risolvere i nodi che oggi frenano il settore: connessioni alla rete elettrica, permessi urbanistici, costi di costruzione e disponibilità di siti adatti. Punti chiave Google, Apple, Meta, Amazon e Microsoft mostrano un interesse per l’Australia superiore alle attese, secondo AirTrunk.
Westpac IQ stima investimenti oltre 155 miliardi di dollari, con un impatto sul PIL di 75 miliardi e fino a 400. Le allocazioni di capitale globale verso i data center valgono già 750 miliardi di dollari e potrebbero superare i mille miliardi l’anno prossimo. I data center per l’AI potrebbero arrivare a consumare il 13% dell’energia elettrica australiana entro il 2035-36, contro il 3% attuale.
Dinamiche di mercato
AirTrunk, valutata circa 24 miliardi di dollari australiani, definisce il momento “la più grande corsa all’oro della storia umana”. Crescita degli investimenti nel mercato dei data center australiani La spinta arriva soprattutto dagli Stati Uniti, dove i colossi del cloud e dell’intelligenza artificiale stanno accelerando la corsa alla capacità computazionale in Asia-Pacifico. L’Australia, con la sua stabilità politica, l’abbondanza di energia rinnovabile e la vicinanza geografica ai mercati asiatici, si è ritagliata un ruolo da protagonista in questa fase di espansione tecnologica globale.
Le big tech USA trainano la domanda Secondo AirTrunk Operating Pty Ltd, il principale operatore australiano di data center hyperscale, l’appetito delle grandi aziende tecnologiche statunitensi per il mercato locale è cresciuto molto più rapidamente di quanto ci si aspettasse solo pochi mesi fa. Google, Apple, Meta, Amazon e Microsoft figurano tra i clienti che stanno spingendo sull’accelerazione della capacità disponibile, insieme a Oracle. Il fondatore e CEO di AirTrunk, Robin Khuda, ha descritto l’attuale ondata di infrastrutture legate all’AI come “la più grande corsa all’oro della storia umana”.
La società, valutata circa 24 miliardi di dollari australiani dopo l’acquisizione da parte di un consorzio guidato da Blackstone nel 2024, punta a intercettare una quota sproporzionata di questa corsa. La capacità operativa complessiva di AirTrunk sui suoi cinque campus australiani supera già 1,2 GW, e il progetto più recente, il campus MEL2 di Melbourne annunciato a dicembre 2025, porterà oltre 354 MW di capacità con un investimento superiore a 5 miliardi di dollari australiani. Parallelamente, il progetto SYD3 di Sydney punta a superare i 400 MW, con trattative per un finanziamento da 4,3 miliardi di dollari australiani in corso.
Impatto sui mercati
Impatto economico previsto e posti di lavoro Le cifre in gioco sono considerevoli. Westpac IQ ha stimato che l’investimento complessivo nei data center australiani potrebbe superare i 155 miliardi di dollari, generando un incremento netto del PIL di circa 75 miliardi di dollari e sostenendo fino a 400. 000 posti di lavoro, oltre a effetti economici indiretti nei settori collegati.
Stewart ha aggiunto che le allocazioni globali di capitale verso le società di data center ammontano oggi a 750 miliardi di dollari, con stime più aggressive che prevedono il superamento dei mille miliardi di dollari l’anno prossimo. “Sta certamente impattando i mercati ovunque, con un rendimento superiore al 20% annuo. Per l’Australia è una grande opportunità per fare qualcosa di significativo con gli investimenti che arrivano qui”, ha dichiarato.
Sulla stessa linea, Sabooh Whitelaw, vicepresidente associato per l’energia e le utility, ha osservato che la crescente domanda statunitense potrebbe tradursi in impegni di investimento concreti nei prossimi anni. Sfide infrastrutturali e operative per la crescita Non tutto però procede senza attriti: la rapidità con cui l’Australia riuscirà a espandere reti elettriche, permessi e siti disponibili determinerà se il Paese potrà davvero cavalcare questa ondata di investimenti o rischierà di perdere terreno rispetto ad altri hub asiatici. Energia e connessioni alla rete elettrica Il nodo più delicato riguarda l’energia.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





