Senato USA: il Clarity Act cade 49-50, la regolamentazione crypto passa a SEC e CFTC

Il Senato degli Stati Uniti ha bocciato il Clarity Act, la legge attesa da oltre un anno per dare finalmente una cornice normativa chiara alle crypto. Il voto di martedì si è chiuso con un netto 49-50, ben lontano dai...
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Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Il Senato degli Stati Uniti ha bocciato il Clarity Act, la legge attesa da oltre un anno per dare finalmente una cornice normativa chiara alle crypto. Il voto di martedì si è chiuso con un netto 49-50, ben lontano dai 60 voti necessari per far avanzare il testo. È il segnale più evidente di quanto la regolamentazione crypto Senato USA sia oggi ostaggio di divisioni politiche più profonde delle intenzioni bipartisan che avevano animato le trattative.
Il Senato respinge il Clarity Act tra spaccature bipartisan Il voto ha messo a nudo una frattura netta: i Democratici hanno votato in blocco contro l’avanzamento del testo, mentre tre senatori repubblicani — Susan Collins (R-ME), Josh Hawley (R-MO) e Jerry Moran (R-KS) — si sono uniti a loro nell’opposizione. Il senatore Thom Tillis (R-NC) ha inizialmente votato sì, poi ha cambiato voto in no, una manovra procedurale che ha mantenuto aperta la possibilità di far tornare il disegno di legge in aula in futuro. Dietro le quinte, nei sotterranei del Capitol, le trattative erano proseguite fino all’ultimo momento utile.
Dinamiche di mercato
Secondo quanto riferito da uno staffer democratico, Tillis era disposto a rinviare il voto per continuare a negoziare, ma un collaboratore del presidente della Senate Banking Committee, Tim Scott (R-SC), ha interrotto bruscamente i colloqui senza fornire spiegazioni. La rottura ha subito acceso lo scontro reciproco. I Repubblicani accusano i Democratici di non aver mai voluto davvero far passare la legge; i Democratici, da parte loro, sostengono che la leadership repubblicana abbia forzato il voto prima che le trattative fossero concluse.
La senatrice Cynthia Lummis (R-WY), principale architetta del testo, ha commentato: «I senatori democratici hanno dimostrato di non essere mai stati davvero seri nel proteggere i consumatori e preservare la leadership americana. Mi sono seduta al tavolo con i Democratici lavorando in buona fede per portare a termine questo lavoro, mentre loro giocavano». Sette Democratici: “Un passo indietro, non la fine” Non tutti i Democratici che hanno votato no considerano il testo definitivamente archiviato.
La senatrice Angela Alsobrooks (D-MD) ha dichiarato che il provvedimento «non morirà», ricordando che oltre 70 milioni di americani operano in un settore ancora privo di regole chiare. Insieme a lei, altri sei Democratici coinvolti nelle trattative — Kirsten Gillibrand, Mark Warner, Cory Booker, Catherine Cortez Masto, Ruben Gallego e Raphael Warnock — hanno definito il voto «un passo indietro, ma non la fine», ribadendo l’impegno a lavorare in modo bipartisan per far approvare il Clarity Act. Perché la battuta d’arresto conta per il settore crypto Questa vicenda non è solo cronaca parlamentare.
Impatto sui mercati
Segna uno spostamento del baricentro decisionale: dal Congresso, paralizzato da tensioni politiche legate anche ai rapporti di Trump con il settore, verso le agenzie regolatorie. È lì che ora si concentra l’attenzione dell’industria, stanca di attendere un accordo che sembra sempre più lontano. SEC e CFTC prendono l’iniziativa mentre il Congresso resta bloccato Con il Clarity Act fermo, sono la SEC e la CFTC a muoversi concretamente.
Il presidente della SEC, Paul Atkins, ha collegato esplicitamente la nuova esenzione per l’innovazione al fallimento del disegno di legge al Senato. L’agenzia ha pubblicato giovedì la misura molto attesa: un’esenzione che apre un percorso affinché le azioni statunitensi tokenizzate possano essere scambiate onchain. La CFTC non è rimasta indietro.
L’agenzia ha emesso una lettera di no-action relief per i fornitori di software passivo. La misura consente ai fornitori di ricevere commissioni sulle transazioni e promuovere contratti specifici, ma non di custodire asset dei clienti né generare segnali di acquisto o vendita. Parallelamente, la CFTC ha inviato una proposta più ampia di regolamentazione dei mercati crypto alla Casa Bianca, per la revisione dell’Office of Management and Budget.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





