Itauma, dal dominio al dramma: Hrgovic lo abbatte al nono round e conquista il titolo dei massimi

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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Seguici su Discover Itauma, dal dominio al dramma: Hrgovic lo abbatte al nono round e conquista il titolo dei massimi di Luigi Panella Hrgovic colpisce Itauma Incredibile epilogo del mondiale a Londra. L’inglese, che poteva diventare il più giovane campione dopo Tyson, finisce le energie e crolla sotto i colpi del croato 30 Agosto 2026 Aggiornato alle 02:22 2 minuti di lettura Non perderti la storia. Era uno dei tanti slogan ideati per pubblicizzare il mondiale dei pesi massimi della O2 Arena di Londra.
E la storia, invece che Moses Itauma, se l’è presa Filip Hrgovic, che diventa il primo croato a diventare campione del mondo dei pesi massimi vincendo per kot al nono round dopo un match drammatico. Tutto era pronto, dal grande pubblico alle star (su tutte Noel Gallagher), all’atmosfera, perché il ragazzo inglese di papà nigeriano e mamma slovacca diventasse a 21 anni e 244 giorni il secondo più giovane campione della categoria più affascinante dopo Mike Tyson, che nel novembre 1986, quando distrusse Trevor Berbick aveva 20 anni, 4 mesi e 22 giorni. Era il predestinato, l’uomo a cui il Regno Unito e in generale il mondo della boxe voleva affidare il ruolo di giovane monarca dopo il vuoto di potere lasciato dal vecchio re Olekandr Usyk (4 cinture, a Londra era in palio la Ibf).
I dettagli
E indubbiamente Itauma ha risposto presente a lungo, per 8 round – tutti vinti - ha fatto un grandissimo match: il destro usato sia come colpo di sbarramento che di attacco, il gancio sinistro portato in maniera chirurgica. Il tutto a tripla velocità rispetto alle reazioni di Hrgovic, uno spettacolo. Itauma mostra di colpo dei limiti Poi però Itauma che con i suoi colpi dettava legge dai tempi del pugilato scolastico, ha perso.
Colpa di limiti finora ignoti: la tenuta ai colpi, il fondo (era la prima volta che scavallava i sei round), l’esperienza. Hrgovic di colpi ne ha presi moltissimi, ha toccato il tappeto al secondo round, successivamente è stato sull’orlo del baratro, ma la mascella e il carattere si sono rivelati d’acciaio. E per Itauma è stato come andare contro un muro.
Hrgovic, 20 anni di carriera in un minuto Il trentaquattrenne di Zagabria aveva detto alla vigilia che si sarebbe giocato in una notte venti anni di pugilato. Al nono round quei venti anni li ha concentrati in un minuto: ha dato tutto, il suo destro ha tolto a Itauma certezze, energie, qualsiasi forma di lucidità. L’inglese è crollato con drammativca teatralità (“Si è anche fatto male a una gamba”, ha dichiarato il promoter Frank Warren, abbattuto per aver perso – almeno per ora – la gallina dalle uova d’oro).
L’arbitro ha fermato il match con qualche secondo di ritardo, come in ritardo è arrivato a nostro avviso il lancio dell’asciugamano in segno di resa da parte dell’angolo. E la punizione è stata durissima. Hrgovic, l’inglese Dubois, il tedesco di origini curde Kabayel, il russo Gassiev.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.



