La proposta ridurrebbe l’emissione dei token NEAR: tetto dal 2,5% all’1,6%

Una proposta presentata il 7 ottobre 2026 prevede una riduzione dell’emissione dei token NEAR: il tetto annuo scenderebbe dal 2,5% all’1,6% in 24 mesi. Punti chiave La proposta HSP-029 lascia invariata la ripartizione:...
Bitcoin 1 Minute
Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Una proposta presentata il 7 ottobre 2026 prevede una riduzione dell’emissione dei token NEAR: il tetto annuo scenderebbe dal 2,5% all’1,6% in 24 mesi. Punti chiave La proposta HSP-029 lascia invariata la ripartizione: 90% agli staker, 10% alla tesoreria. Dopo sei anni l’offerta di NEAR sarebbe più bassa del 4,36%, secondo il modello.
La ratifica della House of Stake non basta: devono adottare l’aggiornamento anche i validatori. Per il modello di sostenibilità, 24 pool su 405 non coprirebbero più i propri costi. HSP-029 abbina una diluizione più lenta per chi detiene NEAR a ricompense di staking più basse.
Dinamiche di mercato
Il modello stima 66,1 milioni di NEAR emessi in meno in sei anni, mentre il rendimento lordo dello staking passa dal 5,268% al 3,372% al tasso di partecipazione misurato. Come funziona la riduzione dell’emissione dei token NEAR HSP-029 modifica un solo parametro del protocollo: il tasso massimo annuo di emissione. Il calo sarebbe graduale, per epoch, di circa 3,75 punti base al mese, e partirebbe dopo 90 giorni di periodo di grazia dalla ratifica.
Resta intatta la ripartizione 90/10 dell’emissione. La proposta non introduce fondi, amministratori, oracle, allocazioni discrezionali o programmi di spesa e non devia le ricompense dei validatori. Contratti esistenti e meccanismi di staking non cambiano.
L’autore, Sal Ternullo (SVRN), presenta questa semplicità come la risposta alla proposta Sovereign Fund, poi ritirata. Il testo di HSP-029 riferisce che i commenti di validatori, holder e Illia Polosukhin hanno convinto SVRN di un punto: il problema era l’allocazione discrezionale in sé, non solo i suoi controlli. Restano fuori anche i ricavi del protocollo, compresi i buyback legati all’intent fee-switch e le altre entrate rimosse dalla circolazione.
Impatto sui mercati
Meno inflazione, meno ricompense: i rendimenti dello staking NEAR Il modello della proposta stima 11,8 milioni di NEAR non emessi in due anni e 66,1 milioni in sei. Rispetto al mantenimento del tetto al 2,5%, sono riduzioni dell’offerta di circa lo 0,86% e del 4,36%. I calcoli usano uno snapshot della mainnet di NEAR del 22 settembre 2026, al blocco 216.
In quel momento il 42,71% dell’offerta era in staking. A partecipazione costante, il rendimento lordo scende dal 5,268% al 3,372% al tasso di emissione target. Per chi fa staking, la riduzione dell’emissione dei token NEAR significa ricevere meno token ma subire una diluizione minore.
Secondo la proposta, chi mette in staking 1. 000 NEAR chiuderebbe il secondo anno con circa 20 NEAR in meno rispetto al tetto invariato del 2,5%. L’analisi non sostiene che la sola offerta più contenuta compensi del tutto gli staker per le ricompense ridotte.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.


