Il collaterale tokenizzato nell’UE sarà convertibile in liquidità durante un default?

L’ESMA, l’autorità europea dei mercati, raccoglie contributi sull’uso sicuro del collaterale tokenizzato nell’UE nella compensazione centrale. Il test: le clearinghouse riescono a convertirlo in liquidità se un membro...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. L’ESMA, l’autorità europea dei mercati, raccoglie contributi sull’uso sicuro del collaterale tokenizzato nell’UE nella compensazione centrale. Il test: le clearinghouse riescono a convertirlo in liquidità se un membro va in default? Punti chiave La consultazione verifica se il collaterale tokenizzato resta utilizzabile quando un clearing member va in default.
Nel perimetro rientrano digital twin, asset emessi direttamente su DLT e modelli ibridi. Le tutele già previste per il collaterale devono restare intatte. Si può partecipare fino al 15 gennaio 2027.
Dinamiche di mercato
Cosa chiede l’ESMA sul collaterale tokenizzato nella compensazione centrale L’autorità vuole capire a quali condizioni le controparti centrali dell’UE, le CCP, possano usare questi asset in modo sicuro ed efficace. La consultazione parte da qui. Nel comunicato dell’11 ottobre 2026, l’European Securities and Markets Authority spiega che l’indagine riguarda trasferimento, gestione, protezione e utilizzo del collaterale.
Descrive la tokenizzazione come una tecnologia che esce dalla fase di test per entrare nelle operazioni dei mercati finanziari. La mobilitazione del collaterale, aggiunge, è un tema particolarmente rilevante per la compensazione centrale. L’obiettivo è capire come funzionano nella pratica gli schemi tokenizzati e come il quadro attuale possa accoglierli.
I riscontri orienteranno la scelta dell’autorità su un’azione di convergenza regolamentare o di vigilanza, nei limiti delle sue competenze. La presidente Verena Ross ha legato l’iniziativa all’obiettivo di far crescere la tokenizzazione in modo sicuro e su larga scala nel mercato unico. A suo giudizio i mercati tokenizzati transfrontalieri richiedono certezza giuridica, infrastrutture interoperabili e una vigilanza adeguata.
Impatto sui mercati
Possono però migliorare efficienza e integrazione. Il collaterale deve restare utilizzabile anche in caso di default Il banco di prova è il default di un clearing member. La consultazione chiede come la tokenizzazione incida sull’intero ciclo di vita del collaterale proprio in quel momento.
Ai partecipanti si chiede di valutare la capacità delle clearinghouse di ottenere gli asset, spostarli e trasformarli in liquidità quando serve. Klaus Löber, presidente del Comitato di vigilanza sulle CCP dell’autorità, ha sottolineato che i cambiamenti tecnologici non devono toccare le tutele fondamentali. Il collaterale deve mantenere alta qualità, applicabilità giuridica, forte liquidità e pronta disponibilità operativa, anche in condizioni di stress e dopo il default di un membro.
L’indagine raccoglie poi pareri sui cambiamenti nel profilo di rischio del collaterale già ammissibile. Secondo Cointelegraph, le domande toccano i ritardi legati al rimborso, le restrizioni ai trasferimenti e la questione se il trasferimento di un token dia la proprietà degli asset sottostanti, o diritti azionabili su di essi. Digital twin e asset nativi su DLT sotto esame La consultazione guarda a tre modelli: i digital twin, gli asset nati direttamente su tecnologia a registro distribuito (DLT) e le soluzioni ibride.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





