La regolamentazione ESMA sulle stablecoin: stop ai servizi per i token non conformi

La regolamentazione dell’ESMA sulle stablecoin non riguarda solo il trading: un parere dell’8 ottobre 2026 chiede alle società crypto autorizzate MiCA di interrompere i servizi sui token non conformi per i clienti UE....
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Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. La regolamentazione dell’ESMA sulle stablecoin non riguarda solo il trading: un parere dell’8 ottobre 2026 chiede alle società crypto autorizzate MiCA di interrompere i servizi sui token non conformi per i clienti UE. L’European Securities and Markets Authority ha spiegato in un comunicato che il documento chiarisce le attese di vigilanza sugli asset-referenced token (ART) e sugli e-money token (EMT) che non rispettano il regolamento Markets in Crypto-Assets, o MiCA. Restano consentite solo attività sotto stretta supervisione, utili a smaltire le posizioni esistenti.
Il perimetro copre l’intera gamma dei servizi crypto regolamentati, non soltanto i listing sugli exchange. L’esposizione dei clienti va ridotta il prima possibile, con un limite massimo di tre mesi dalla pubblicazione. Dalla negoziazione alla custodia: i servizi coinvolti I prestatori di servizi per crypto-asset autorizzati MiCA devono smettere di offrire ai clienti nell’Unione europea qualsiasi servizio che riguardi stablecoin non conformi.
Dinamiche di mercato
Lo stop vale sia per i servizi offerti separatamente sia per quelli combinati. L’elenco è ampio: piattaforme di negoziazione e cambio; esecuzione, collocamento, ricezione e trasmissione di ordini; consulenza in materia di investimenti; trasferimenti; custodia e amministrazione; gestione del portafoglio. Il parere tocca quindi anche funzioni meno visibili del semplice acquisto: chi custodisce o sposta questi token per conto dei clienti rientra nello stesso divieto.
Il ruolo delle autorità nazionali nella supervisione La supervisione delle stablecoin in UE passa dalle autorità nazionali competenti, che devono evitare che gli operatori mantengano, introducano o agevolino l’accesso dei clienti a questi token. Le autorità devono anche accertare che i provider adottino controlli tecnici, contrattuali e organizzativi capaci di impedire la disponibilità dei token nell’Unione. Tra questi rientrano misure contro l’acquisto di nuovi token o l’aumento dell’esposizione già esistente.
Per la parte residua, i supervisori nazionali dovranno chiedere la regolarizzazione al più tardi entro tre mesi dalla pubblicazione. Una deroga stretta per chiudere le posizioni Le società possono continuare a occuparsi dei token interessati solo se necessario per liquidazione, conversione, prelievo, trasferimento o custodia. Queste attività devono essere limitate nel tempo, basate sul rischio e controllate da vicino.
Impatto sui mercati
Non rappresentano una prosecuzione dell’accesso ordinario. news, la finestra di tre mesi riguarda le posizioni rimaste ai clienti e non riapre il trading ordinario sui token già rimossi in base a MiCA. Il resoconto distingue inoltre queste attese per i provider autorizzati da un divieto generalizzato di detenere token nei wallet privati.
Sempre secondo crypto. news, il termine massimo per sanare le esposizioni preesistenti cade l’8 gennaio 2027. Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.





