Il deficit di 602,53 BTC tiene fermi i rimborsi di Bitcoin su Liquid Network

I rimborsi di Bitcoin su Liquid Network restano sospesi l’11 ottobre 2026, a 35 giorni dall’exploit che ha svuotato le riserve della sidechain. Le riserve coprono circa l’85,8% dei token in circolazione. Punti chiave Il...
Bitcoin 1 Minute
Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: I rimborsi di Bitcoin su Liquid Network restano sospesi l’11 ottobre 2026, a 35 giorni dall’exploit che ha svuotato le riserve della sidechain. Le riserve coprono circa l’85,8% dei token in circolazione. Punti chiave Il deficit delle riserve di Liquid è di circa 602,53 BTC.
Dal 10 settembre 2026 i trasferimenti funzionano, ma i prelievi in bitcoin restano bloccati. Per la riapertura servono copertura piena, aggiornamenti software e verifiche di sicurezza concluse. Le transazioni sulla rete sono ripartite, ma chi possiede L-BTC non può ancora cambiarli in bitcoin.
Dinamiche di mercato
Per quanto riportato da The Defiant, l’11 ottobre 2026 il Liquid explorer gestito da Mempool mostrava riserve della federazione per 3. 632,23 BTC, a fronte di 4. 234,76 L-BTC in circolazione.
Da questi numeri il report ricava un ammanco di circa 602,53 BTC. I rimborsi di Bitcoin su Liquid Network attendono la copertura totale Liquid riaprirà i rimborsi in bitcoin, chiamati peg-out, solo quando ogni L-BTC avrà un bitcoin a garanzia nelle riserve. Servono anche aggiornamenti software, test e verifiche di sicurezza indipendenti portati a termine.
La sidechain di Bitcoin si regge su una federazione, i cui membri controllano insieme la riserva tramite multisig. Gli utenti bloccano bitcoin presso la federazione e ricevono L-BTC, pensati per essere rimborsabili uno a uno. Il 10 settembre 2026 sono ripartiti la produzione regolare dei blocchi e le transazioni degli utenti.
Impatto sui mercati
Chi detiene L-BTC può quindi inviarli e riceverli all’interno della rete. Quel ripristino, però, non ha riaperto i rimborsi in bitcoin. Secondo Crypto Briefing, durante l’exploit sono usciti dalla riserva tra 3.
000 BTC, del valore di circa 320 milioni di dollari all’epoca. Prima del drenaggio le disponibilità erano di circa 4. 205 BTC, mentre il minimo della crisi è stato di 197 BTC.
Gli altri asset emessi su Liquid, tra cui USDT e gli asset del mondo reale tokenizzati, non hanno subito interruzioni. Sono tornati a operare normalmente. Il difetto nella cache di Elements e gli aggiornamenti di sicurezza L’exploit è nato da un errore di validazione nella cache di Elements, il software di Liquid, che conserva le prove crittografiche già verificate.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.





